Pubblicato da: silviasettevendemie | novembre 1, 2010

Séraphine

Titolo originale: Séraphine

Regia:  Martin Provost

Cast:  Yolande Moreau, Ulrich Tukur, Anne Bennent, Geneviève Mnich, Nico Rogner,  Adélaïde Leroux, Serge Larivière, Françoise Lebrun, Jean-Pascal Abribat, Anne Benoît, Sandrine Bodenes, Léna Breban, Rosine Favey, Serge Gaborieau, Hélène Hardouin, Francis Lacloche, Josette Ménard, Dominique Pozzetto, Sophie Raive, Muriel Riou

Distribuzione: Onemovie, Francia- Belgio- Germania, 2008

Guarda il trailer

Séraphine Louis (Yolande Moreau) è un’umile governante che di giorno lavora come donna di servizio per varie famiglie e la notte si dedica alla sua passione, la pittura. Séraphine non ha mai studiato, ma dipinge d’istinto, ispirata dalla fede e dalla natura che lei ama in modo quasi viscerale. Un giorno presso una delle case presso cui presta servizio arriva il famoso critico d’arte tedesco Wilhelm Uhde (Ulrich Tukur), che si accorge del suo talento e si impegna con tutte le proprie forze a coltivare il suo talento e a far scoprire a tutti la sua arte.

“Non è un biopic, ma un film su un incontro fra due persone”, con queste parole il regista Martin Provost, descrive la sua toccante pellicola, che ha fatto incetta di premi nei Festival di tutto il mondo, a partire dai 7 Premi César e un’Étoile d’or  in Francia e continuando con i riconoscimenti ottenuti ai Los Angeles Film Critics Association Awards, all’American National Society of Film Critic Awards, al Newport Beach Film Festival, e al Cairo International Film Festival. La pellicola recitata, diretta e sceneggiata in maniera classica, quasi manierista, racconta la storia vera di Séraphine Louis,  la più importante esponente dell’art  naïf francese divenuta celebre col nome di Séraphine de Senlis, il paesino della Piccardia dove è vissuta. Séraphine è una donna di poche parole, dimessa, grande lavoratrice, con un’incrollabile fede e con una passione segreta per la pittura, passione alla quale dedica le sue notti, e per la quale spende tutto il denaro faticosamente guadagnato, arrivando perfino a digiunare. I suoi datori di lavoro non danno peso a quella che considerano l’ennesima bizzarria della donna, fino a quando arriva Wilhelm Uhde, critico d’arte tedesco, che si trasferisce con la sorella Anne-Marie ( Anne Bennent)  in una delle dimore in cui Séraphine presta servizio. Dopo iniziali e imbarazzati silenzi, tra i due si crea qualcosa, un’alchimia, un canale di comunicazione. I due entrano in contatto e Wilhelm scopre il grandissimo talento della donna, inizia a vedere il mondo attraverso i suoi occhi puri e quasi infantili, inizia a percepire attraverso le sue opere quell’amore per la natura di cui ogni tela sembra essere una dichiarazione. Decide di farne una star, di renderla celebre, di organizzare una sua mostra a Parigi, ma il primo conflitto mondiale prima e la crisi economica poi ritarderanno la sua ribalta. Purtroppo la vita non sorride a Séraphine, e le sarà negata la gioia del successo mentre è ancora in vita.

Il film non è affatto “facile” , il ritmo è molto lento, l’azione è quasi inesistente, ma ci viene mostrato un mondo, il piccolo grande mondo di una donna che di fronte alla sua passione non conosce sonno, stanchezza, fame: dipingere è la cura per tutto, è la sua rivincita contro una vita che non le ha dato niente, è il suo modo per ringraziare la Madonna, la sua Signora per il dono che le ha fatto.
Yolande Moreau dà origine ad una prestazione straordinaria: è intensa, commovente, vera, comunicativa. I suoi occhi esprimono tutto: la sua gioia da bambina quando sale sul suo albero preferito o quando è circondata dalle sarte alle prese con l’eccentrico vestito che ha ordinato, alla sua disperazione quando si ritrova privata della sua libertà, del suo camminare a piedi nudi nell’erba, del suo abbracciare gli alberi, spesso oggetto dei suoi dipinti, il suo essere privata del suo mondo, della sua vita, per quanto difficoltosa e povera. Non a caso in quasi tutti i Festival sopracitati l’attrice si è aggiudicata il premio come Migliore attrice protagonista. Chapeau a questa talentuosa attrice alla sua migliore prestazione di sempre.

In definitiva una pellicola elitaria, con una protagonista straordinaria.

Conclusione: Da vedere.

Voto: 8.5

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