Pubblicato da: silviasettevendemie | ottobre 6, 2010

Miral

Titolo originale: Miral

Regia: Julian Schnabel

Cast:  Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig, Omar Metwally, Willem Dafoe, Vanessa Redgrave, Stella Schnabel, Makram Khoury, Lana Zreik, Doraid Liddawi, Jamil Khoury, Shredi Jabarin, Yolanda El Karam

Distribuzione: Eagle Pictures, India- Israele- Francia-Italia, 2010

Guarda il trailer

Gerusalemme, 1948. All’alba dei grandi stravolgimenti legati alla nascita dello stato di Israele,  Hind Husseini (Hiam Abbass), ricca donna palestinese, incontra per strada 55 orfani palestinesi, e decide di ospitarli nella casa ereditata dal nonno. In seguito al proseguire degli attacchi e delle violenze il numero di bambini che giungono a casa sua aumenta vertiginosamente e la casa si trasforma ben presto nell’ nell’Istituto Al-Tifl Al-Arabi, La Casa dei Bambini, che garantisce cultura e protezione ai suoi piccoli ospiti. Nei primi anni 80 arriva nell’istituto anche la piccola Miral (Yolanda El Karam), che ha appena perso la madre e il cui padre, Jamal (Alexander Siddig) vuole garantirle un futuro migliore. Tuttavia la ragazza (Freida Pinto) una volta cresciuta, decide di impegnarsi attivamente in favore del suo popolo oppresso, collaborando con Hani (Omar Metwally) e gli altri dissidenti dell’OLP. Vivrà sulla sua pelle il dolore e le contraddizioni della sua terra.

Julian Schnabel, artista poliedrico e regista del pluripremiato Lo scafandro e la farfalla, questa volta si cimenta nell’adattamento di Le strade dei fiori di Miral,  romanzo autobiografico della sua compagna, la giornalista Rula Jebreal, autrice anche della sceneggiatura. Questo è un film che si declina al femminile: le protagoniste sono le donne, donne che soffrono, donne che lottano, donne che uccidono e che si uccidono, donne vittime degli uomini ma anche carnefici. Prima di assistere alla storia di Miral, assistiamo infatti a quella di Hind, ricca donna palestinese che crea dal nulla La casa dei bambini, per garantire un futuro e una cultura a tante bambine, ma che per anni si era rifiutata di prendere una posizione politica per proteggere le sue” 2000 figlie“, come è solita chiamare le sue ospiti. Poi ci viene presentata Nadia (Yasmine Al Massri), una ragazza in fuga da un padre violento che abusa di lei e da una madre che pur essendo a conoscenza di tutto tace, e che finisce per lavorare come ballerina di danza del ventre in un locale malfamato e viene arrestata per aver picchiato una donna e in carcere incontra Fatima (Ruba Blal) , un’altra donna con un’altra triste storia alle spalle: Fatima era un’ infermiera, caposala in un ospedale, cacciata per aver aiutato un soldato giordano a fuggire e entrata a far parte di gruppi terroristi. Sarà proprio Fatima, condannata a 3 ergastoli, ad affidare Nadia, una volta libera, a suo fratello Jamal, per aiuto e sostegno. Jamal e Nadia si sposano, ma non è un matrimonio felice: la nascita di Miral non cambia le cose, anzi, acuisce la dipendenza della madre dall’alcol e le sue frequentazioni promiscue che la porteranno al suicidio. Così la vita di Miral e quella di Hind si intrecciano indissolubilmente e “mamma Hind” diventa una madre a tutti gli effetti e una guida per la bambina, ma nemmeno lei, né Jamal possono nulla contro la volontà ferrea della ragazza di fare qualcosa per il suo paese, di cacciare gli occupanti, di riappropriarsi del proprio territorio. L’amore per Hani è un fuoco che alimenta il suo desiderio di agire, e nemmeno le botte e le umiliazioni della polizia o i lutti sembrano fermarla. Tuttavia mamma Hind le farà capire che l’unico modo che la ragazza ha di fare qualcosa di concreto per il suo Paese è quello di studiare, di farsi una propria cultura all’estero, e di raccontare quello che succede, di documentare i fatti, di agire dal di fuori e non all’interno con azioni terroristiche o sovversive.

Le donne agiscono e subiscono, combattono, piangono i propri cari e si sacrificano. Gli uomini sono protagonisti marginali di questa pellicola, e sono o personaggi totalmente positivi, come Jamal e Hani, o totalmente negativi, come il padre di Nadia, o il poliziotto che interroga Miral.
La fotografia è splendida, e ancora una volta Schnabel incanta con la sua poesia fatta di immagini, di luce, di particolari, di contrasti, di scene sfocate, nelle quali la telecamera sembra rifiutarsi di vedere e di sentire, come nella scena della violenza su Nadia da parte di suo padre, di fusione tra suono, luce e colori.

Freida Pinto interpreta ottimamente il ruolo di Miral adolescente innamorata e appassionata alla sua causa, così come perfetta è Hiam Abbass, “mamma Hind”, forse la vera rivoluzionaria di questa storia, poiché fornisce alla sue ragazze uno strumento potentissimo con il quale combattere e difendersi, la cultura. Inoltre tra i protagonisti maschili bravissimo Alexander Siddig, il cui sguardo esprime tutti i sentimenti e i dolori di un padre e di un marito,  e convincente Omar Metwally, molto meglio qui che in Quella sera dorata.

In definitiva una storia appassionante e appassionata, forse un po’ dispersiva e disorientante per lo spettatore a volte, ma ottimamente diretta e con un grande cast.

Conclusione: Assolutamente da vedere.

Voto: 8

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: