Pubblicato da: silviasettevendemie | settembre 26, 2010

L’immortale

Titolo originale: L’immortel

Regia:  Richard Berry

Cast:  Jean Reno, Kad Mérad, Jean-Pierre Darroussin, Marina Foïs, Richard Berry, Joey Starr, Venantino Venantini, Joséphine Berry, Max Baissette de Malglaive, Lucie Phan, Laurent Casanova, Boris Baum, Cédric Appietto, Moussa Maaskri, Dominique Thomas, Denis Braccini, Fani Kolarova, Catherine Samie, Jessica Forde, Jean-Jérome Esposito, Martial Bezot, Luc Palun, Carlo Brandt, Daniel Lundh, Philippe Magnan, Gabriella Wright, Claude Gensac

Distribuzione: Eagle Pictures, Francia, 2010

Guarda il trailer

Charly Matteï (Jean Reno) ha deciso di chiudere i conti con il suo passato criminale e per 3 anni si dedica solo ed esclusivamente alla sua famiglia, composta dalla moglie Christelle (Fani Kolarova) e dai suoi due figli, Eva (Joséphine Berry) e il piccolo  Anatole ( Max Baissette de Malglaive). Tuttavia una mattina in un parcheggio al Porto Vecchio di Marsiglia è raggiunto da 22 colpi di arma da fuoco. Contro ogni previsione, sopravviverà…

Bellissimo questo film prodotto da Luc Besson,  firmato da Richard Berry e tratto da una storia vera e in particolare dal romanzo L’immortel di Franz Olivier Giesbert,  ispirato alla vita di Jacky Imbert, Jacky Le Mat, ex gangster di Marsiglia sopravvissuto ad un agguato ad opera di una gang rivale. Per la messa in scena di questa vicenda così toccante e avvincente, il regista francese afferma di essersi ispirato a due classici come Il terzo uomo di Carol Reed e L’infernale Quinlan di Orson Welles.

Il film racconta la lotta di un uomo e soprattutto di un padre, di un marito, di un figlio. Charly Mattei è un ex criminale, che ha abbandonato le attività illecite con i suoi amici di lunga data Tony Zacchia (Kad Mérad) e Martin Beaudinard (Jean-Pierre Darroussin), per dedicarsi alla sua famiglia, godersi i suoi figli, vederli crescere. Tuttavia, un giorno, mentre sta per raggiungere il suo bambino che si è fermato a guardare un artista di strada, viene raggiunto da due uomini armati e colpito da 22 colpi d’arma da fuoco. Nonostante tutto, Charly sopravvive e il suo primo pensiero non appena riesce a stare in piedi è capire chi è stato e perché. Questo darà inizio ad una guerra senza pietà tra clan rivali che si arresterà solo con una resa dei conti finali. Tra violenze, regolamenti di conti, tradimenti, torture, dolore, famiglie distrutte, il film ci mostra il duplice aspetto di Charly: da una parte padre amorevole disposto a tutto pur di proteggere la sua famiglia, dall’altra killer freddo e spietato il cui unico scopo è capire chi ha tentato di ucciderlo e sta mettendo in pericolo anche i suoi cari, costretti a vivere nella paura sotto protezione.  La musica ha un ruolo fondamentale nella storia: non a caso il flm si apre con l’aria tratta dal terzo atto della Tosca, E lucevan le stelle, che sottolinea passi e momenti fondamentali della pellicola, assieme ad altre arie tratte dalla medesima opera di Puccini. Il regista ha affermato di aver scelto la Tosca per due motivi: in primis per evidenziare la tragicità della storia narrata, e poi anche per omaggiare una passione del  vero protagonista della storia, il vero Charly, che è un appassionato di musica lirica.

Berry indugia sui particolari: dallo sguardo carico di odio e di sofferenza di Charly, alla carezza di Anatole a sua nonna, alle lacrime di una famiglia al funerale del loro caro ucciso durante una guerra senza quartiere, e sui contrasti: in primis quello tra il funerale e le lacrime da una parte  e i festeggiamenti per il compleanno di uno dei killer dall’altra, e poi quella tra i festeggiamenti, la gioia e il lusso sfrenato da un lato e le torture per estorcere informazioni, l’esecuzione e il sangue dall’altro.

L’immortale è una corsa contro il tempo, una forsennata ricerca della verità da parte di Charly, che vuole chiudere i conti definitivamente con il suo passato e con il suo misterioso persecutore. Nella sua ricerca troverà un’alleata inattesa, la detective Marie Goldman (Marina Foïs), che come Charly aspira alla vendetta, nel suo caso per la morte del marito, poliziotto come lei, ucciso mentre svolgeva il suo lavoro. Entrambi hanno come interesse primario la famiglia, entrambi farebbero di tutto per  quelli che amano, entrambi vogliono chiudere definitamente questo capitolo così doloroso della loro vita.  Accomunati nel dolore, ma allo stesso tempo accomunati nella determinazione, nella forza sovrumana che fa superare ogni ostacolo, accomunati nella disperazione.

Jean Reno è come sempre fenomenale, duro e tenerissimo allo stesso tempo, in un personaggio che ricorda per alcuni tratti il suo Léon, ed è il vero mattatore del film. Kad Mérad è una piacevole sorpresa in questo ruolo drammatico e serio, così diverso dai ruoli comici nei quali siamo abituati a vederlo e nei quali è uno dei migliori attori di Francia. Berry ha dichiarato che è stata una scommessa quella di scegliere Mérad per interpretare il ruolo del gangster Tony Zacchia, poiché desiderava scegliere attori al di fuori dei propri ruoli abituali: lo stesso vale infatti per Jean- Pierre Daroussin, altro attore comico in un ruolo drammatico. Lo stesso Berry appare anche come attore nel piccolo  ruolo dell’ambiguo Aurelio Rampoli.

In definitiva una pellicola intensa, avvincente nella quale il ritmo non cala mai.

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 8

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