Pubblicato da: silviasettevendemie | settembre 10, 2010

The American

Titolo originale: The American

Regia:  Anton Corbijn

Cast:  George Clooney, Violante Placido, Thekla Reuten, Paolo Bonacelli, Bruce Altman, Filippo Timi, Irina Björklund, Samuli Vauramo, Patrizio Pelizzi, Lars Hjelm, Johan Leysen, Giorgio Gobbi, Silvana Bosi, Guido Palliggiano, Antonio Rampino, Ilaria Cramerotti, Angelica Novak, Raffaele Serao, Anna Foglietta, Sandro Dori

Distribuzione: Universal Pictures, USA, 2010

Guarda il trailer

Jack (George Clooney) è un killer professionista che dopo una missione in Svezia finita male, si rifugia nell’entroterra abruzzese. Qui matura la decisione di abbandonare il crimine,  ma prima dovrà compiere un’ultima missione.  Tuttavia la tranquilla vita locale e l’incontro con una donna speciale, Clara (Violante Placido) metteranno in crisi la sua lucida e fredda logica mortale e conseguentemente metteranno in pericolo la sua vita…

Compito arduo quello di scrivere questa recensione… Arduo perché è difficile mantenersi imparziale quando il film che stai per commentare è stato girato nella tua regione e soprattutto nella tua cittadina, Sulmona, e chi scrive ha avuto modo di seguire le riprese e di vedere gli attori e il regista all’opera. Detto questo, torniamo alla recensione.

L’acclamato regista Anton Corbijn, autore del bellissimo lungometraggio Control, sulla vita di Ian Curtis, leader dei Joy Division, nonché uno dei registi di videoclip più famosi al mondo, questa volta esce fuori dall’ambito musicale e si cimenta con la letteratura, dirigendo questo adattamento del romanzo ” A very private gentleman” di Martin Booth, ambientato tra le montagne e il verde dell’Abruzzo. George Clooney appare sie nelle vesti di produttore che di protagonista nel ruolo di Jack, killer professionista, uomo duro e glaciale, abituato a non fidarsi di nessuno, a non avere amici, e a svolgere il suo lavoro senza lasciare traccia. Tuttavia nella sua ultima missione in Svezia qualcosa va storto e lui inizia a sentirsi stufo di quella vita priva di affetti e di legami, nella quale l’unico leitmotiv è la morte. Inoltre la sosta forzata in Abruzzo in attesa di far calmare le acque lo porta a conoscere il gioviale e curioso parroco del paese, don Benedetto ( Paolo Bonacelli), e Clara, una prostituta, con i quali l’uomo inizia a desiderare di instaurare un contatto, di creare qualcosa di reale, di non fittizio come tutta la sua vita fino a quel momento. Così decide di tagliare i ponti con il suo passato e di cambiare vita, ma  Pavel (Johan Leysen) il suo capo, gli propone un ultimo lavoro prima del ritiro e Jack non può rifiutarsi.

Bella, selvaggia, ma allo stesso tempo anche familiare e accogliente la location, bravissimo e intenso George Clooney, ma manca qualcosa: mancano i dialoghi, scarni e poco incisivi, manca il ritmo, praticamente assente fino ai minuti finali, mancano il pathos e l’empatia con i personaggi, che restano freddi e distaccati dallo spettatore, manca quell’emozione e quel calore che Corbijn mette in Control. Il risultato finale è una pellicola guardabile ma nulla di più, nonostante l’ottima prova di George Clooney, che si è dimostrato ancora una volta non solo un grandissimo attore ma anche un uomo dal grande cuore, restando fermo nella decisione di girare il film nell’Abruzzo da poco colpito dal sisma.

In definitiva una pellicola dalle grandi potenzialità non sfruttate appieno.

Conclusione: Da vedere per la prestazione di Clooney e per la location originale e intrigante.

Voto: 6

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