Pubblicato da: silviasettevendemie | settembre 9, 2010

Cotton – L’ultimo esorcismo

Titolo originale: The last exorcism

Regia:  Daniel Stamm

Cast:  Patrick Fabian, Ashley Bell, Iris Bahr, Louis Herthum, Tony Bentley, Jamie Alyson Caudle, Denise Lee, Allen Boudreaux, Shanna Forrestall, Caleb Jones, Logan Craig Reid, Becky Fly

Distribuzione: Eagle Pictures, USA, 2010

Guarda il trailer

Il reverendo Cotton Marcus (Patrick Fabian) è un ottimo comunicatore e una guida per la sua comunità. Ha condotto ben 47 esorcismi, ma non crede di fatto alla possessione da parte del demonio. Egli si limita a praticare gli esorcismi per far guarire le persone dalle loro ossessioni.  Dopo aver letto la notizia di un bambino autistico soffocato durante un tentativo di esorcismo decide di smettere e si fa assistere e riprendere da una troupe durante quello che sarà il suo ultimo esorcismo per dimostrare la falsità e la natura psicologica e psicosomatica dei fenomeni di possessione. Così si reca a casa della giovane Nelle Sweetzer (Ashley Bell), timida, dolce e religiosissima figlia di un agricoltore, Louis (Louis Herthum), che ha scritto al reverendo affermando che sua figlia è oreda del demonio. Cotton pensa di trovarsi di fronte all’ennesima ossessione, ma i fatti di cui sarà testimone lo smentiranno ben presto…

Diretto dal regista tedesco di pellicole indipendenti Daniel Stamm e prodotto da Eli Roth,  questo mockumentary girato con shaky camera  e found footage  si inserisce nel filone degli horror low budget che stanno riscuotendo un discreto successo di botteghino nell’ultimo periodo (vedi Paranormal Activity). Faccio una premessa:  se vi aspettate 87 minuti di esorcismi, con performance ai limiti della gravità da parte della posseduta e una lotta continua e ininterrotta del reverendo contro il Male, resterete delusi. La pellicola è maggiormente incentrata sui personaggi,  sulla loro psicologia che sull’horror e sulla ricerca del salto sulla poltrona. Vediamo ad esempio le qualità di imbonitore e di grande comunicatore del reverendo Cotton Marcus, un uomo che si vanta delle sue qualità e del suo successo nella comunità, un uomo che serve Dio, ma con interesse e con idee sui generis. Ad esempio non si fa problemi a prendere in giro  persone credenti e in buona fede, fingendo di cacciare il demonio con finti esorcismi e piccoli trucchi, dicendo che lo fa per il loro bene, perché se pensano di soffrire a causa di una possessione lui allora finge di guarirli da quello restituendo loro la serenità e la salute… E’ con questo spirito che egli si reca dalla famiglia Sweetzer: secondo il capofamiglia Louis, sua figlia, la sedicenne Nelle, una ragazza dolce, timidissima, religiosissima e ancora molto provata dalla prematura morte della madre per un cancro, sarebbe posseduta dal demonio. Secondo il suo racconto lei si sveglierebbe di notte in una sorta di trance e farebbe razzia degli animali della fattoria e diventerebbe aggressiva, svegliandosi poi all’improvviso senza ricordare nulla. Il reverendo è molto titubante su tale racconto e cerca altre spiegazioni molto più terrene e razionali. Tuttavia, presto dovrà ricredersi e confrontarsi con il Male puro…

Il trailer trae decisamente in inganno e crea un duplice danno alla pellicola perché crea erronee aspettative e di fatto spoilerizza le (poche!) scene da brivido, limitandone in modo significativo l’effetto. Peccato perché il marketing virale relativo al film era stato molto intelligente, attraverso l’utilizzo di Chatroulette, (un sito nel quale persone di tutto il mondo possono conoscersi e chiacchierare tramite webcam). Gli ignari utenti iniziavano a conversare con una bella ragazza che all’improvviso si trasformava in un essere mostruoso e alla fine compariva l’URL del sito ufficiale del film.

Il cast svolge un ottimo lavoro, soprattutto i due protagonisti, Patrick Fabian, perfetto nel ruolo del reverendo Marcus, e la giovane Ashley Bell, capace di passare in un attimo da dolce e timida ragazzina timorata di Dio a involucro del Male più puro.

In definitiva non il solito mockumentary horror low budget (ma questa distanza dalla “norma di genere” non risulterà piacevole per i puristi…)

Conclusione: Consigliato.

Voto: 6.5

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