Pubblicato da: silviasettevendemie | settembre 2, 2010

4Bia

Titolo originale: See Phraeng 

Regia:  Banjong Pisanthanakun, Paween Purikitpanya, Youngyooth Thongkonthun, Parkpoom Wongpoom

Cast:  Maneerat Kham-uan, Apinya Sakuljaroensuk, Witawat Singlampong, Chon Wachananon, Nattapong Chartpon, Kantapat Permpoonpatcharasuk, Chermarn Boonyasak

Distribuzione: Wave Distribution, Thailandia, 2008

Guarda il trailer

La pellicola si compone di 4 storie scritte e dirette da 4 registi diversi: la prima storia, “Happiness”, vede protagonista una ragazza, Pin (Maneerat Kham-uan), costretta a restare sola in casa a causa di un incidente in taxi che le ha provocato l’ingessatura della gamba. A casa si annoia, scrive sms alla sua migliore amica che è lontana, e all’improvviso riceve un sms da uno sconosciuto. Divertita da questi misteriosi sms, Pin inizia a rispondere e a conversare con il misterioso interlocutore. Sarà l’inizio di un incubo. La seconda storia: “Tit of Tat” un ragazzo Diaw (Witawat Singlampong) , stufo di essere picchiato e vessato da un gruppo di bulli decide di ricorrere alla magia nera… L’orrore viaggia su un libro… La terza storia: “In the Middle”, vede un gruppo di ragazzi durante un’escursione in un fiume. Spesso i racconti del terrore nascondono un fondo di verità… L’ultima storia, ” Last Fright” si svolge interamente all’interno di un’aereo e vede la hostess Pim (Laila Boonyasak ) assistere durante il volo una bella e capricciosa principessa araba. Le due  hanno qualcosa in comune e la scoperta sarà ricca di conseguenze per entrambe. Terrore ad alta quota…

Interessante l’idea di mettere insieme 4 cortometraggi a cura di 4 registi diversi, che mostrano varie tipologie e livelli di paura. Il primo corto, Happiness, diretto da Yongyoot Thongkongtoon, è sicuramente il più riuscito dei 4, ed è incentrato sulla paura legata alla solitudine e all’impossibilità di muoversi liberamente e di fuggire. La protagonista, infatti, è costretta a restare in casa da una gamba rotta e fatica a muoversi. E’ sola e vede come un piacevole diversivo gli sms continui da parte di uno sconosciuto che sembra essere nella sua stessa condizione di immobilità. Non immagina quanto il misterioso sconosciuto sia in realtà vicino a lei… La protagonista non parla mai per tutta la durata dell’episodio, poiché la storia si svolge solo attraverso gli sms inviati e ricevuti, ma nonostante la mancanza di dialoghi la storia risulta interessante e avvincente.  Il secondo corto, Tit for Tat, è girato in modo completamente diverso: il regista Paween Purijitpanya dà importanza ai colori, alle sensazioni, ai giochi di immagine: è caldo, molto caldo e questo calore traspare dalle immagini, dal sudore dei protagonisti, dai colori accesi, sui toni dell’arancio, del giallo. I bulli fanno uso di droghe e picchiano e umiliano la loro vittima preferita, Diaw, il figlio del becchino. Dopo l’ennesimo pestaggio, il ragazzo ne ha abbastanza e ricorre alla magia nera per vendicarsi. Questo secondo episodio, nonostante i suddetti elementi positivi, si dimostra abbastanza deboluccio, soprattutto dal punto di vista degli effetti speciali che rendono le forze del male simili a cartoni animati e quindi tutt’altro che spaventose.

Il terzo capitolo, In the Middle, diretto da uno dei due registi di Shutter, Banjong Pisanthanakun, prende il titolo dal racconto di uno dei ragazzi protagonisti dell’escursione, che mentre sono tutti in tenda, racconta una storia dell’orrore legata ad una donna annegata  nel fiume sul cui si trovano, e uno dei ragazzi scherzando afferma che in caso di sua morte sarebbe tornato a perseguitare la persona che in tenda avrebbe dormito al centro (in the middle, appunto). Nulla è come sembra in questo corto e si resta fino alla fine con il fiato sospeso. Inoltre divertente l’autocitazione cinematografica del regista, che fa parlare i protagonisti di varie pellicole, tra cui proprio Shutter. L’altro regista di Shutter, Parkpoom Wongpoom, dirige invece l’ultimo corto,  Last fright, una storia di amore, di tradimenti, e di terrore in volo: diciamo che nessuno vorrebbe fare un viaggio in aereo come quello di ritorno della protagonista…

In definitiva un esperimento interessante, che in Thailandia ha dato già origine ad un secondo capitolo nel 2009, (Phobia 2).

Conclusione: Consigliato.

Voto: 6

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