Pubblicato da: silviasettevendemie | agosto 27, 2010

Quella sera dorata

Titolo originale: The City of Your Final Destination

Regista: James Ivory

Cast:  Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally, Hiroyuki Sanada, Alexandra Maria Lara, Norma Aleandro, Ambar Mallman, Norma Argentina, Luciano Suardi, Eliot Mathews, Kate Burton

Distribuzione: Teodora Film, Gran Bretagna, 2009

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Omar Razaghi (Omar Metwally), giovane insegnante di letteratura, ha vinto una borsa di studio  che gli consentirà di ottenere il dottorato. Tuttavia per raggiungere questo obiettivo deve portare a termine la biografia autorizzata di uno scrittore uruguagio, Jules Gund, autore di un unico romanzo di culto.  Di fronte al rifiuto degli eredi – il fratello Adam (Anthony Hopkins), la moglie Caroline (Laura Linney) e l’amante Arden (Charlotte Gainsbourg) – il poco combattivo Omar accantona il progetto. Ma non ha fatto i conti con la testarda e volitiva fidanzata, Deirdre (Alexandra Maria Lara) che lo costringe a partire alla volta della sperduta località di Ochos Rìos per convincere i Gund a cambiare idea. Giunto a destinazione Omar si troverà di fronte ad una famiglia tutt’altro che canonica, nella quale moglie ed amante del defunto scrittore convivono – più o meno pacificamente – sotto lo stesso tetto, accanto al mulino dove abita Adam con il suo giovane amante Pete (Hiroyuki Sanada)…

 

James Ivory, regista delicato di pellicole stupende come Quel che resta del giorno, Camera con vista e Casa Howard, questa volta produce e dirige la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Peter Cameron del 2006. Teatro degli avvenimenti narrati è Ochos Rios, dimora immersa nella selvaggia natura uruguagia appartentente alla famiglia Gund. E’ il luogo in cui lo scrittore si è tolto la vita, senza un apparente motivo, forse per un blocco nella stesura del suo secondo romanzo ed è il luogo nel quale continua a vivere la sua strana e variegata famiglia: il fratello Adam, omosessuale che vive con il giovane amante orientale Pete, la moglie Caroline, l’amante Arnie e la loro figlia Portia. La famiglia ovviamente si oppone strenuamente alla stesura della biografia ma Omar, spinto, quasi obbligato, da Deirdre, parte per alla volta dell’Uruguay e viene ospitato dai Gund a Ochos Rios. Così avrà modo di capire molte più cose sullo scrittore e sulla vita delle persone che amava, e finisce per essere coinvolto nel vortice di avvenimenti, sentimenti, decisioni, azioni più o meno legali caratteristici della famiglia allargata dello scrittore.

Il vero protagonista della storia è Jules anche se di fatto egli non è fisicamente presente sulla scena: infatti tutti i personaggi sono legati a lui e tra di loro proprio a causa delle sue azioni e delle sue decisioni. La famiglia vuole proteggersi a proteggere la propria memoria evitando la pubblicazione della biografia, ma allo stesso tempo gli abitanti di Ochos Rios non riescono a resistere al bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso, incarnato da Omar, che permette loro di uscire dalla loro routine così strana,  per cui si lasciano andare con lui a ricordi, rivelano progetti, segreti, ambizioni.

Il film risulta un po’ noioso e statico in alcuni tratti ma ha dalla sua un cast di tutto rispetto, a partire da Sir Anthony Hopkins, interessante  in questa inedita versione omosessuale, Charlotte Gainsbourg, perfetta nel ruolo complesso e sfaccettato di donna combattuta tra vari sentimenti, e Laura Linney, algida e irraggiungibile. Discutibile invece la scelta di Omar Metwally nel ruolo di Omar, davvero poco convincente. Molto più adatta la scelta di Alexandra Maria Lara nel ruolo dell’antipatica, rigida e bacchettona Deirdre. Inoltre stupendi i paesaggi e la natura intorno a Ochos Rios che fanno da sfondo alle vicende narrate.

In definitiva una pellicola tutto sommato piacevole, anche se un po’ troppo statica soprattutto in alcuni tratti.

Conclusione: Consigliato.

Voto:6.5

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Responses

  1. […] Freida Pinto interpreta ottimamente il ruolo di Miral adolescente innamorata e appassionata alla sua causa, così come perfetta è Hiam Abbass, “mamma Hind”, forse la vera rivoluzionaria di questa storia, poiché fornisce alla sue ragazze uno strumento potentissimo con il quale combattere e difendersi, la cultura. Inoltre tra i protagonisti maschili bravissimo Alexander Siddig, il cui sguardo esprime tutti i sentimenti e i dolori di un padre e di un marito,  e convincente Omar Metwally, molto meglio qui che in Quella sera dorata. […]


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