Pubblicato da: silviasettevendemie | agosto 9, 2010

Bright Star

Titolo originale: Bright Star

Regia: Jane Campion

Cast: Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider, Kerry Fox, Edie Martin, Thomas Sangster,  Claudie Blakley, Gerard Monaco, Antonia Campbell-Hughes, Samuel Roukin, Sebastian Armesto, Samuel Barnett, Roger Ashton-Griffiths, Adrian Schiller, Joyia Fitch, Sally Reeve, Will Garthwaite, Amanda Hale, Lucinda Raikes, Olly Alexander, Sam Gaukroger, Jonathan Aris, Alfred Harmsworth

Distribuzione: 01 Distribution, GB- Australia- Francia, 2009

Guarda il trailer

Hampstead Village, 1818. Il ventitreenne sconosciuto poeta John Keats (Ben Whishaw) conosce la sua vicina di casa, la bella e anticonformista Fanny Browne ( Abbie Cornish). Dopo l’iniziale diffidenza, dovuta alle grandissime differenze tra i due, scoppierà l’amore breve ma intenso, che ispirerà al poeta le sue più belle liriche, amate e celebrate ancora oggi…

Jane Campion, regista neozelandese, l’unica donna ad essersi aggiudicata la Palma d’oro con Lezioni di piano, dopo 5 anni di silenzio torna dietro la macchina da presa e ci presenta la storia di un amore unico, un amore che sfiora l’ossessione, un amore oltre la vita, oltre la morte, con il tono garbato e quel tocco femminile e delicato che aveva già caratterizzato Lezioni di piano. La storia d’amore tra la stravagante Fanny, ragazza di buona famiglia con la passione per il cucito e gli abiti eccentrici, e il timido, fragile e geniale ma incompreso poeta John Keats è una storia totalizzante, quasi morbosa, malata, per di più osteggiata dalla famiglia di Fanny, che vorrebbe per lei un marito “alla sua altezza” e non un poeta squattrinato, e dall’amico poeta di John, Charles Brown che teme che la ragazza distragga troppo il suo protetto dalla poesia. I due, come è stato già detto, non potrebbero essere più diversi: tanto estroversa, sfacciata, civettuola, lei, quanto taciturno, timido, sognatore lui. Eppure saranno destinati ad un grande ma infelice amore, culminato con la morte del poeta a Roma, città in cui gli amici poeti tramite una colletta lo avevano inviato nella speranza che l’inverno più mite giovasse alla sua tubercolosi, giunta ad uno stadio irreversibile. 
Il titolo della pellicola si rifà ad una delle liriche più importanti di Keats, e la storia stessa, la fotografia, lo stupendo paesaggio inglese sembrano usciti da una poesia di quello che è considerato uno dei più grandi poeti del Romanticismo europeo.

Potrebbe essere un grande film, gli elementi ci sono praticamente tutti, eppure manca una cosa fondamentale: il sentimento. E’ una storia d’amore, ma manca proprio l’ingrediente fondamentale, manca l’amore. Il film è semplicemente asettico. Di questo grande amore allo spettatore non arriva nulla, o quasi, e quello che arriva lo fa solo  attraverso i meravigliosi versi di Keats, spesso citati e recitati dai protagonisti, e dalla loro corrispondenza durante la lontananza forzata a causa della malattia e dei viaggi di lui. E’ una pellicola fredda, che non colpisce al cuore. Forse l’eccessivo zelo della Campion nel non intervenire, nel far semplicemente parlare la storia, ha l’effetto inverso, rendendola qualcosa priva di calore, lontana, troppo lontana dallo spettatore. I due protagonisti fanno del loro meglio e la loro performance è sicuramente encomiabile, soprattutto quella della giovane Abbie Cornish, che nei tratti ricorda una giovane Nicole Kidman, così come ottima è la performance di Paul Schneider, nei panni del sarcastico e pungente Charles Brown, ruolo per il quale ha ricevuto il premio come miglior attore non protagonista dalla Società Nazionale Critici.

In definitiva una bella pellicola ma totalmente fredda e assolutamente non coinvolgente.

Conclusione: Da vedere per gli immortali e bellissimi versi di Keats e per la performance del cast.

Voto: 6

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Responses

  1. Finalmente sono riuscita a vedere questo film che tanto desideravo andare a vedere al cinema ma non sono riuscita e…. bhu…dove si è mai visto che io non caccio neanche una lacrimuccia ad un fim d’amore???
    Insomma,bravissimi attori,bellissimi paesaggi,meravigliose poesie di Keats e alla fine….che rimane…?nulla…..Forse meglio leggere le poesie di questo magnifico autore che guardare questo film se posso definirlo…SCIAPO….

  2. Sì sì, ribadisco, bellissimo involucro ma privo di sentimento…Peccato…

  3. mmmhh non l’ho visto ma vado perchè cmq mi hai incuriosito….

  4. Felice di averti incuriosita alla visione, malgrado la mia recensione…:-) Cmq ci sono vari elementi per i quali vale la pena vedere la pellicola. Mi farebbe piacere leggere il tuo parere post- visione 🙂


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