Pubblicato da: silviasettevendemie | aprile 27, 2010

Il segreto dei suoi occhi

Titolo originale: El Secreto de Sus Ojos

Regia:  Juan José Campanella

Cast:  Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Pablo Rago, Javier Godino,  Carla Quevedo, Rudy Romano, Mario Alarcón, Alejandro Abelenda, Sebastián Blanco, Mariano Argento, Juan José Ortíz, Kiko Cerone, Fernando Pardo

Distribuzione: Lucky Red, Argentina-Spagna, 2009

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Benjamín Esposito (Ricardo Darín),   ex funzionario della corte di giustizia in Argentina ora in pensione, decide di scrivere un libro su un caso di stupro e omicidio di una ragazza di 23 anni, Liliana Coloto (Carla Quevedo) al quale aveva lavorato con grande passione e tenacia 25 anni prima, quando era ancora assistente del pubblico ministero in carica,  senza tuttavia riuscire ad assicurare il colpevole alla giustizia. Il romanzo è l’occasione per rincontrare dopo anni Irene Menédez Hastings (Soledad Villamil) , la donna che occupava la posizione immediatamente superiore alla sua sulla scala gerarchica all’epoca dei fatti e che si era occupata del caso con lui. L’incontro tra i due porterà alla luce una serie di fatti mai emersi e di sentimenti mai dichiarati, e condurranno a una scoperta che scioglierà finalmente l’enigma.

Juan José Campanella si ispira al romanzo di Eduardo Sacheri, “La pregunta de sus ojos” e  realizza una pellicola avvincente, coinvolgente e intensa che si è aggiudicata l’ Oscar 2010 come migliore film straniero, battendo temibili rivali come Il nastro bianco Il profeta
La trama vede Benjamìn Esposito, ex funzionario di giustizia, che da 25 anni è di fatto ossessionato da un caso di stupro e omicidio ai danni di una bellissima ragazza di 23 anni, insegnante e fresca sposa di un banchiere,  Ricardo Morales ( Pablo Rago). La sua ossessione è tale che decide di scrivere un libro sul caso ma per farlo ha bisogno dell’aiuto di Irene, suo superiore all’epoca dei fatti, nonché oggetto del desiderio mai dichiarato di Benjamìn. I due ricordano gli eventi legati al caso e questo continuo procedere tra presente e passato poterà alla luce segreti, fantasmi, cose taciute o malcelate, con le quali entrambi dovranno fare i conti. Il passato non muore mai, il passato non svanisce, ma anzi, torna a farsi sentire con tutto il suo peso: nel caso di Benjamìn esso ha il volto e le fattezze di Liliana Coloto, vittima di una violenza terribile che chiede giustizia. Tuttavia all’epoca, nonostante tutti i loro sforzi, a causa di giochi politici subdoli dei loro superiori, Benjamìn e Irene non erano riusciti ad ottenere la punizione del colpevole, ma ora a distanza di anni forse sarà finalmente possibile arrivare alla resa dei conti finale, anche se questo significherà anche mettersi in discussione e mostrare le proprie fragilità, dire quello che non si è avuto mai il coraggio di dire, affrontare un discorso che aspetta da 25 anni di essere affrontato.

Il segreto cui fa riferimento il titolo è  celato di fatto negli occhi dei protagonisti:  in essi si intravede, si può quasi leggere o intuire,  come dimostrano anche i primi piani frequenti, ma non viene espresso con le parole.Ognuno ha un’ombra o qualcosa da celare agli altri. Questa è di fatto una pellicola di silenzi, di cose non dette. Anche la porta che viene chiusa nella scena finale impedisce di fatto di ascoltare il dialogo che si svolgerà dietro di essa.  Il cast esprime perfettamente il senso e l’intensità richiesti dalla storia, di fatto parlano con i loro occhi, con i loro sguardi. Ricardo Darìn (che aveva già lavorato con Campanella nella bella commedia Il figlio della sposa, nominata agli Oscar 2001 come Migliore Film Straniero) è stupendo nel ruolo del tormentato Benjamìn, ossessionato dal caso Caloto e da Irene, la donna che ama da sempre, così come Soledad Villamil, perfetta nel ruolo. Una menzione particolare infine per Pablo Rago e Guilliermo Francella, in due ruoli chiave per la trama.

In definitiva un film intenso, che cattura sin dalla prima scena, ambientato in periodo molto complesso (la Buenos Aires degli anni 70) e che unisce il thriller ai sentimenti.

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 9

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