Pubblicato da: silviasettevendemie | aprile 25, 2010

Gli amori folli – Les Herbes Folles

Titolo originale: Les Herbes Folles

Regia: Alain Resnais

Cast: Sabine Azéma, André Dussollier, Anne Consigny, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric, Michel Vuillermoz, Edouard Baer, Annie Cordy

Distribuzione: BIM, Francia-Italia, 2009

Guarda il trailer

Marguerite ( Sabine Azéma) esce da un negozio di scarpe e subisce il furto della borsa. Georges (André Dussollier) trova il suo portafoglio per terra, nel parcheggio di un centro commerciale e comincia a fantasticare su di lei, ancor prima di contattarla, senza conoscerla. Il desiderio di questa donna che fa la dentista e il pilota di aerei leggeri è così forte che riempie la sua vita di padre di famiglia e di marito di pensieri e azioni totalmente privi di razionalità.  Marguerite cerca di resistere, ma per poco. È una corsa istintiva e inarrestabile verso l’ignoto e l’irrazionalità…

Alain Resnais, il signore assoluto del cinema francese, realizza una pellicola delicata, piacevole,  elegante, e soprattutto tutt’altro che banale,  basata sul romanzo L’incident, di Christian Gailly, e presentata allo scorso Festival di Cannes, durante il quale gli è stato conferito un premio speciale alla carriera. La storia mostra cosa accade quando ci si abbandona all’irrazionalità e all’istinto. Marguerite è un medico dentista  e pilota di velivoli nel tempo libero.  Un giorno all’uscita da un negozio di calzature, le viene rubata la borsa. Georges è un marito amorevole e padre di due ragazzi. Al parcheggio del centro commerciale trova il portafogli di Marguerite, osserva i suoi documenti, e inizia a fantasticare irrazionalmente su di lei, a desiderare di vederla, di parlarle. Vorrebbe chiamarla per avvertirla del ritrovamento,ma non sa cosa dire, è imbarazzato, impacciato come un ragazzino alla prima cotta. Alla fine decide di recarsi dalla polizia, dove conosce Bernard (Mathieu Amalric) il poliziotto che si offre di aiutarlo e che si ritroverà suo malgrado coinvolto nella storia tra i due, poiché entrambi gli parleranno delle loro sensazioni, dubbi, ripensamenti. Infatti anche Marguerite dopo l’iniziale scetticismo, inizia a provare lo stesso desiderio assurdo e irrazionale di vedere Georges, tanto da chiamarlo a casa anche a notte tarda, di parlare con sua moglie, e di presentarsi a casa sua. Il film è un continuo rincorrersi, un continuo cercarsi per poi pentirsi e cercarsi di nuovo; il tutto è condito dalla bellissima fotografia di   Éric Gautier ( a cui Resnais ha affidato il difficile compito di ricreare l’altmosfera e il contrasto del romanzo attraverso i colori e le immagini),  da una grandissima ironia, da dialoghi brillanti e da protagonisti eccellenti nonché attori-feticcio di Resnais: André Dussollier, stupendo in questo ruolo, e Sabine Azéma, una rossa decisamente tutto pepe. Tra loro, il talentuoso Mathieu Amalric (indimenticabile protagonista de Lo Scafandro e la farfalla) , Emmanuelle Devos, nei panni di Josepha, collega e amica di Marguerite che tenta di farla ragionare e Anne Consigny, la rassegnata e dolce moglie di Georges.

Il titolo originale Les herbes folles, fa riferimento all’erba selvatica che cresce ovunque,  anche dove meno ci si aspetterebbe, come ad esempio sull’asfalto o nelle crepe dei muri: allo stesso modo nasce e si sviluppa la passione descritta nel film. Da notare i numerosi riferimenti metacinematografici e letterari inseriti da Resnais, come la discussione su I ponti di Toko-Ri  di Mark Robson, tra i due protagonisti, o la caratteristica musica introduttiva della 20th Century Fox, o il finale anticipato del film rispetto a quello reale e definitivo, o la splendida citazione tratta da L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert: “N’importe, nous nous serons bien aimés“.

In definitiva un film che colpisce, cattura e invita lo spettatore in un viaggio in cui non c’è spazio per la razionalità.

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 8.5

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Responses

  1. Bello il tuo intervento..ineffetti si vede che sei cinefila e coraggiosa. Se avessi sentito i commenti di coloro che mi circondavano all’uscita del film 🙂

  2. Ciao Mitch!!!
    Grazie mille, sei gentilissimo! 🙂
    Immagino i commenti fuori dalla sala: ne ho avuto un assaggio ieri notte durante la puntata de “Il cinematografo” di Marzullo. 😀 😀
    Effettivamente è un film “particolare” e mi aspettavo che non venisse apprezzato a dovere da tutti.. 🙂 Ci sta, sarà anche che il cinema francese in generale risulta abbastanza indigesto ai più già di per sé… 🙂
    Grazie ancora per i complimenti e per il commento!
    A presto.

  3. Prego,dovere. La tua recensione mi ha fatto comprendere meglio il film,che apparentemente pare essere una commedia elegante ma fine a se stesso. Invece,su quanto scrivi mi ci ritrovo in tutto. Aggiungo un paio di cose alla discussione:il titolo italiano non e’incisivo; un incidente, un caso apre e chiude la storia.
    e la scena finale..(la bimba nel lettino).tu come la interpreti? Io ho visto un’analogia forte con la scena finale di un’altro film recente “serious man”-Coehen. Anche li si parlava di caso/destino, cabala forse..
    beh alla prox!
    M.

  4. Grazie, mi fa piacere esserti stata utile a comprendere meglio il film.:-) Sono d’accordissimo con la tua obiezione riguardo al titolo: “Les Herbes folles” è più efficace ed incisivo rispetto alla scelta italiana.
    Complimenti per l’interpretazione del finale e per il collegamento a “A serious man”: non ci avevo pensato ma effettivamente ci sono delle affinità. Io ci avevo visto una sorta di riflessione metacinematografica sul contrasto apparenza-realtà. 🙂
    Grazie mille per la piacevole discussione cinematografica! 🙂
    A presto!

    • Silvia COMPLIMENTI, la tua recensione è bellissima!
      Pero’ ti chiedo un Aiuto!!! mi spieghi il finale della bimba che dice “quando sarò un gatto….”
      cioè il senso l’ho capito, ma perchè sceglie proprio la bambina…il gatto…i croccantini….

  5. Ciao Fefy!!!
    Innanzitutto grazie per i complimenti! Sei gentilissima! Sapere che una propria recensione è piaciuta così tanto fa sempre tanto piacere! 😀
    Per quanto riguarda il finale del film con la scena della bambina io ho dato una mia interpretazione personale, considerando l’assurdità e la poca coerenza della scena e delle parole della bambina come un’estrema affermazione dell’assurdità e dell’irrazionalità della storia appena narrata: una sorta di finale metacinematografico con una scena che di fatto c’entra poco o niente con quello che si è appena visto…D’altronde all’interno del film non è tutto un susseguirsi di dialoghi, scelte e situazioni ai limiti dell’assurdo? 🙂
    Magari poi la vera spiegazione sarà molto più semplice, logica e lineare di questa 🙂 🙂 Io ci ho provato… 🙂
    Tu come l’hai interpretato questo finale?
    P.S. mi piace moltissimo il tuo nick, che è molto simile al nomignolo (e alle sue varianti!) con cui mi chiamano i miei amici più cari (Fofò o Foffy :-D).

  6. Ciao Silvia. ho visto il film (Resnais non mi delude mai anzi è come il vino buono) che mi ha portato a te naviganso su internet. A proposito omplimenti per la recensione (precisa, sobria, scorrevole) .. .e cosa scopro … che hai fatto la tesi su Musil (sulle sue donne)
    Devi sapere che io da quando ho scoperto Musil e (Ulrich e Agathe e tutti gli altri personaggi) ho un pensiero fisso … scrivere la sceneggiatura de L’uomo senza qualità ed ho pensato che da solo non ce la potrei fare
    Magari…potremmo provare a scriverla insieme …:-)
    Intanto volevo dirti che mi piace come scrivi ..e mi piacerebbe anche leggere la tua tesi e poter scambiare qualche idea su Musil.
    Spero leggerai questo messaggio.
    A presto, Sebastiano

    • Ciao Sebastiano!
      Grazie mille per i complimenti, sei gentilissimo!!!:-) Perdonami per il ritardo della risposta, ma al momento sono a Cork, in Irlanda e non ho ancora\ una connessione internet degna di tale nome…:-( A giorni ne avro’ una…:-D Wow, sai che ho sempre pensato ad una possibile trasposizione cinematografica de L’uomo senza qualita’? Mi piacerebbe moltissimo poter collaborare con te al progetto.. Grazie mille!!!! Purtroppo saro’qui fino al primo Agosto, ma se vuoi posso inviarti una copia della mia tesi nei prossimi giorni( ora sono connessa da un pc non mio) cosi’ magari finiraio per ricrederti sulla mia scrittura…:-D
      Ci sentiamo nei prossimi giorni allora, ok?
      Ti ringrazio e a prestissimo.
      Silvia

      • Ciao Silvia, grazie per la tua graditissima risposta. Davvero incredibile che tu coltivi l’idea di una trasposizione cinematografica de l’USQ ed io della sua sceneggiatura. Dovremmo veramente provare a mettere insieme le nostre forze perchè un progetto del genere credo sfiori l’impossibile.
        Stavo pensando che nell’agosto del 2013 cadrà il centenario del noto incipit “… era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913”.
        Tre anni di tempo. Che ne dici.
        Io in questi anni ho raccolto un pò di materiale ..dovremmo darci un metodo di lavoro, buttare giù le prime idee, cercare le fonti (e.g. Karl Corino e la monumentale biografia su Musil) etc.. insomma mi piacerebbe davvero che diventasse il nostro progetto.
        Intanto grazie per la ‘possibilità’ che mi dai di leggere la tua tesi .. quando vuoi me la puoi inviare al mio indirizzo e-mail. Non vedo l’ora di leggerla.
        Ultima cosa …che ne pensi della scena iniziale del film..cap.122…Vienna in una “notte bella ma buia” .. campo lungo su case alte e serrate … Ulrich che rientra a casa a piedi attraverso una porta cittadina …mentre pensa “come si può essere felici!”
        Per ora è tutto. Spero di sentirti presto. Sebastiano.
        P.S. a proposito salutami Cork e dai un bacio anche per me alla Blarney Stone . . chissà che non ci porti fortuna…

        A

  7. E’ appurato che il maturo Alain Resnais gira in stato di grazia. “Les herbes folles” non è un’eccezione, per fortuna. Indugiando sulla folta chioma di capelli rossi e ricci di Azéma, sfarfallando all’interno di un appartamento per raccontare di un tormentato passato familiare che ridiventa presente e piacevole, allontanandosi timido per lasciare i personaggi alle loro confessioni, rabbuiando il filtro della sua macchina da presa per dar modo di accendere la luce e rendere magnificamente l’idea del trascorrere del tempo.

    Imbevuto di una dolcezza ambiguamente crudele, lo stile di Resnais diventa quasi un fotoromanzo strambo con ricorrenti sfumature e chiusure su di uno schermo nero, che concede poco al sentimentalismo tout court perché si fa spumeggiante, emancipato e lacunoso come l’Amore. Si perde un po’ tra i facili simbolismi del colore dei semafori, di soldi gettati su di un tavolo di un bar, tra occhi annacquati da elementari romanticismi e mani arrendevoli sulla poltroncina del dentista. O su di una cerniera lampo che invita a sfidare la gravità degli amori azzardati. Non sempre centra il bersaglio, perdendo per strada l’utilizzo della voce narrante la quale ritorna ad essere intensa solo in chiusura.

    Tuttavia i grandi alleati (più che attori, oramai) del regista francese, giganteggiano senza pari. Creature superficiali e pitturate (!), brillano con discontinuità come desidera il Maestro e agiscono in modo illogico e un po’ assurdo. Sabine Azéma recita con i piedi, e in questo caso non è motivo di dissenso: corteggia e accarezza un aeroplano allo stesso modo in cui lusinga un André Dussollier coraggioso e opprimente allo stesso tempo, tenacemente devoto alla fatalità e alla comprensione del destino.

    Esistono erbe che nascono dove meno te lo aspetti. Spuntano improvvise in mezzo all’asfalto, si ergono verdi e rigogliose nonostante il cemento e i gas che le circondano. Fanno capolino da sotto le ceneri del conformismo. E a volte sopravvivono.

  8. […] André Dussollier, strepitoso, che peraltro aveva dimostrato tutta la  sua verve comica anche ne Gli amori folli- Les Herbes Folles , e Nicolas Marié, spassosissimo. Inoltre molto buona la prova di Julie Ferrier, nei panni di una […]


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