Pubblicato da: silviasettevendemie | aprile 14, 2010

Oltre le regole- The Messenger

Titolo originale: The Messenger

Regia: Oren Moverman

Cast: Ben Foster, Woody Harrelson, Samantha Morton, Jena Malone, Steve Buscemi, Eamonn Walker,  Merritt Wever, Lindsay Michelle Nader, Armand Schultz, Adam Trese, J. Salome Martinez, Peter Friedman, Kevin Hagan, Peter Francis James, Jenny Kirlin, Sam Kitchin, Steve Antonucci, Angel Caban, Gaius Charles, Michael Chernus, J.D. Daniels, Paul Diomede, Fiona Dourif, Lisa Emery, Halley Feiffer

Distribuzione: Lucky Red, USA, 2009

Guarda il trailer

Il sergente William Montgomery (Ben Foster) ferito ad un occhio mentre presta servizio in Iraq, rientra in patria e riceve un nuovo incarico: insieme al capitano Tony Stone (Woody Harrelson) dovrà recarsi presso le famiglie dei militari in guerra e informarli del loro decesso. I due devono svolgere il loro compito con freddezza , senza  farsi coinvolgere dalle emozioni dei familiari delle vittime e non devono intrattenere alcun tipo di rapporto o relazione con loro, ma quando William inizia a provare attrazione per una giovane vedova ( Samantha Morton) l’equilibrio che pensava di aver trovato inizierà a vacillare e si ritroverà a dover compiere una scelta sofferta tra dovere etico e morale e sentimenti.

Oren Moverman, sceneggiatore al suo esordio dietro la macchina da presa, realizza una pellicola toccante e cruda su un tema caldo e controverso come quello della guerra in Iraq e lo fa da una prospettiva molto particolare: non attraverso la descrizione di ciò che avviene al fronte, di battaglie, vita militare etc, ma attraverso gli occhi di chi ha lo sgradito compito di portare ai familiari la terribile notizia della morte di un loro caro. Sono occhi che vedono il dolore, la rabbia, l’impotenza, la disperazione di chi riceve la notizia, ma che allo stesso tempo non possono partecipare a quel dolore, non possono consolare queste persone o interagire con loro, ma deve limitarsi a dare la notizia e ad andare via. “ Niente abbracci o contatti fisici con i parenti” ammonisce il capitano Score rivolto al Sergente Montgomery mentre lo istruisce alle regole e al “protocollo” da seguire nel loro triste compito, che dovranno svolgere insieme. Ma si può rimanere insensibili di fronte a tanto dolore, si può dare una notizia del genere semplicemente seguendo il protocollo e totalmente anestetizzati e insensibili alle manifestazioni di sconforto, rabbia e disperazione di altri esseri umani? Come si può considerare e vivere questo  lavoro come un lavoro come gli altri? E soprattutto questo grandissimo sacrificio di vite umane conta davvero qualcosa, vale davvero, è davvero utile e necessario?  Queste sono le domande che inizia a porsi il sergente Montgmery, soprattutto dopo aver conosciuto Olivia, giovane donna e madre che ha perso il marito in Iraq. Egli inizia a mettere in dubbio “la grande famiglia” dell’esercito, famiglia che lo ha accolto e cresciuto, e le sue procedure e protocolli, e inizia una lotta intestina tra dovere morale e i sentimenti che si fanno sempre più strada in lui. Il dovere e la disciplina sono incarnati perfettamente proprio dal suo partner, il capitano Stone, cinico, freddo e apparentemente insensibile all’ondata di dolore portata dalle sue parole. Olivia invece rappresenta la volontà di andare avanti, il dolore composto e nascosto quasi con pudore, il desiderio che le morti come quelle del marito non ci siano più e di garantire a suo figlio un domani. In tutto questo terremoto di sentimenti  la ex ragazza del sergente, Kelly (Jena Malone) con la quale il giovane vive una relazione complicata, gli annuncia il suo fidanzamento ufficiale.

Ottima prova dell’esordiente regista israeliano, capace di cogliere e di rendere il dolore allo stato puro, quale quello dei genitori che apprendono la notizia della morte dei loro figli, e il dramma interiore del sergente Montgomery, un soldato, un eroe di guerra, ma pur sempre un ragazzo con dei sentimenti umani, che ha vissuto cose penose al fronte e vive sempre con maggiore insofferenza il suo nuovo incarico di “portatore di morte”. Moverman in questo è coadiuvato da un cast di grandissimo livello, nel quale spicca sicuramente il giovane Ben Foster, al suo primo ruolo importante, ma che sarà sicuramente il primo di una lunga serie, visto il suo talento e la sua capacità di rendere al meglio il tormento e i contrasti che animano la mente e il cuore del sergente Montgomery, e poi abbiamo il bravissimo Woody Harrelson, il freddo e insensibile Capitano Stone, un uomo all’apparenza privo di sentimenti e ligio al protocollo e alle procedure. Per questo ruolo Harrelson è stato nominato ai recenti Oscar come migliore attore non protagonista (statuetta poi andata al meraviglioso e poliglotta Christoph Waltz di Bastardi Senza Gloria). Infine last but not least ci sono Samantha Morton nei panni della vedova di guerra Olivia Pitterson, donna apparentemente strana e fuori di testa, e Steve Buscemi, nel ruolo struggente  di uno dei padri informati dai due protagonisti della scomparsa del figlio.
La pellicola si è aggiudicata l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura allo scorso Festival del cinema di Berlino, e ha ricevuto ben due candidature agli Oscar 2010: la prima per la suddetta performance di Harrelson, la seconda per la migliore sceneggiatura.

In definitiva una pellicola toccante, che crea immediata empatia nello spettatore e che non cade in facili moralismi.

Conclusione: Assolutamente da vedere.

Voto: 9

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Responses

  1. […] versatile capace di passare da un ruolo di azione come questo a ruoli drammatici, come quello in Oltre le regole- The Messenger, senza dimenticare Cam Gigandet nel ruolo del caporale Gallo, un altro dei sopravvissuti […]


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