Pubblicato da: silviasettevendemie | marzo 27, 2010

L’amante inglese

Titolo originale: Partir 

Regia: Catherine Corsini

Cast:  Kristin Scott Thomas, Sergi López, Yvan Attal, Bernard Blancan, Aladin Reibel, Alexandre Vidal,  Gèrard Lartigau, Geneviève Casile, Philippe Laudenbach, Daisy Broom, Berta Esquirol, Gerard Lartigau, Michèle Ernou, Jonathan Cohen, Hélène Babu, Sali Cervià

Distribuzione: Teodora Film, Francia, 2009

Guarda il trailer

Una villa nella Francia del Sud. Un medico, Samuel (Yvan Attal), e la moglie, Suzanne (Kristin Scott Thomas), che decide a quarant’anni di rimettersi al lavoro come fisioterapista. Mentre segue i lavori di costruzione del suo nuovo ambulatorio, conosce Ivan (Sergi Lòpez), un operaio di origine catalana, che è stato in prigione e vive di lavoretti precari. La passione tra i due è tale che Suzanne lascia tutto quel che ha per vivere con lui, ma il marito non vuole rassegnarsi all’abbandono e per riaverla con sé la priva di ogni mezzo di sussistenza…

Sono rimasta un po’ spiazzata da questa pellicola firmata da Catherine Corsini, sono sincera: si parte dall’epilogo della vicenda e si procede poi a ritroso alla scoperta di ciò che ha provocato il risultato finale. Suzanne, moglie di un medico, Samuel, e madre di due ragazzi, ha deciso di tornare a lavorare come fisioterapista e sta facendo costruire il suo nuovo studio accanto a casa. I lavori sono affidati ad Ivan, uomo di origine catalana con un passato difficile alle spalle. Tra Suzanne e Ivan si crea subito una certa simpatia e lavorando fianco fianco e trascorrendo molto tempo insieme i due si scoprono irrimediabilmente attratti l’uno dall’altra e cedono alla passione… Tuttavia Samuel una volta che Suzanne gli confessa il tradimento e la sua intenzione di lasciarlo, reagisce bloccandole le carte di credito e utilizzando le sue amicizie influenti per impedire ad entrambi di trovare un lavoro facendo loro terra bruciata intorno. Vincerà l’amore contro tutto e tutti? Lo scopriremo alla fine della pellicola, anche se l’inizio ci  suggerisce qualcosa…

Catherine Corsini fa sicuramente un buon racconto registico, affidandosi a scene che si aprono e si chiudono come frammenti di vita quotidiana, costruendo davanti agli occhi dello spettatore la simpatia e  l’attrazione crescenti tra Suzanne e Ivan sotto lo sguardo ignaro di Samuel. Tuttavia ho trovato abbastanza inverosimile e inconsistente la trama, in particolare il modo estremamente semplicistico in cui viene descritta la passione tra i due amanti: non c’è logica (il che è giusto e ovvio in caso di passione bruciante e fulminea) o meglio,  sinceramente, non sembra siano state adeguatamente costruite le basi per un rapporto tale da portare Suzanne a confessare tutto all’ignaro marito e a decidere di andare via di casa, volere il divorzio e tutto il resto. Questa mancanza di profondità mi fa storcere un po’ il naso, insieme ad un altro motivo che dà inverosimiglianza alla storia (parere prettamente femminile e soggettivo quest’ultimo!!!): per convincere una donna dell’alta borghesia, sposata, madre di due adolescenti, con un marito che la adora e che la asseconda in tutto tanto da stare per aprirle il nuovo studio di fisioterapia, a lasciare tutto e a fuggire con un muratore spagnolo pregiudicato, il muratore spagnolo in questione deve essere come minimo interpretato da Antonio Banderas!!!! Oggettivamente Sergi Lòpez non regge il confronto con l’affascinante Yvan Attal, il che rende tutto maggiormente scricchiolante e insoddisfacente.
Detto questo, passiamo a qualche nota positiva: Kristin Scott Thomas,  così algida, elegante, aristocratica nell’aspetto, è perfetta nel ruolo ed è davvero  molto intensa: la sua interpretazione e i suoi sguardi valgono da soli il prezzo del biglietto. Yvan Attal non è da meno: è un marito tradito eppure disposto a tutto per riavere con sé la moglie che ama. Un po’ meno adatto al ruolo per i suddetti motivi è il pur bravo Sergi Lòpez, che purtroppo non è provvisto del physique du rôle.

In definitiva una storia di folle passione e del suo duro scontro con la vita reale, una storia tuttavia non raccontata e declinata in modo ideale.

Conclusione: Da vedere per la bellissima interpretazione di Kristin Scott Thomas.

Voto: 6

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Responses

  1. Senza saperlo ho subito intuito che la pellicola è di stampo francese,grazie alla sua caratteristica lentezza,spesso tipica dei film francesi. Sinceramente la trovo quasi una brutta copia de “I ponti di Madison County”, secondo me x altro molto meglio costruito ed è un film che ho adorato. Cmq ti do ragione su tutto questa volta sono pienamente d’accordo con te.La parte del muratore sarebbe dovuta essere interpretata almeno da un Banderas o un Deep xkè lei, donna altolocata,mollasse il suo elegante marito.Sinceramente non so se dargli la sufficienza,xciò mi astengo da un voto…


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