Pubblicato da: silviasettevendemie | marzo 13, 2010

Alice in Wonderland

Titolo originale: Alice in Wonderland

Regia: Tim Burton

Cast:  Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway, Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman, Matt Lucas, Timothy Spall, Barbara Windsor, Leo Bill, Paul Whitehouse, Eleanor Gecks, Lucy Davenport, Jessica Oyelowo, Amy Bailey, Arick Salmea, John Surman, Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Tim Pigott Smith, Geraldine James, Lindsay Duncan, Michael Gough, Noah Taylor

Distribuzione: Walt Disney, USA, 2010

Guarda il trailer

Alice ( Mia Wasikowska) è cresciuta. Ha 19 anni e non ricorda nulla del Paese delle meraviglie, ma continua a fare lo stesso incubo che la tormenta ormai ininterrottamente sin dall’infanzia: segue un coniglio, cade in un fosso profondissimo e incontra dei bizzarri personaggi. Ora sta per ricevere la proposta di matrimonio dell’odioso futuro lord Hamish (Leo Bill) ma all’improvviso durante il momento fatidico le appare il Bianconiglio (Michael Sheen) che la invita a seguirlo e così si ritrova nel mondo fantastico che ha sempre sognato ma di cui non ha memoria. Appena arrivata si troverà ad affrontare un’emergenza: la crudele Regina Rossa (Helena Bonham Carter) ha preso il potere scacciando la dolcissima Regina Bianca (Anne Hathaway)  e ora governa con i soprusi e col terrore , a suon di teste tagliate, i poveri sudditi che attendono l’arrivo del paladino predetto dall’oracolo che li salverà dalla tirannia. Tutti i personaggi che Alice incontra sembrano ricordarsi di lei ma Alice non è sicura di essere l’Alice di cui tutti parlano: tuttavia con l’aiuto del Brucaliffo (Alan Rickman),  dello Stregatto (Stephen Fry), del Cappellaio Matto (Johnny Depp), della Lepre Marzolina (Paul Whitehouse), dei gemelli Pinco Panco e Panco Pinco (Matt Lucas) e di altri stravaganti personaggi proverà a ribellarsi alla Regina Rossa e al suo amato fante Ilosovic Stanye (Crispin Glover)…

L’ennesima magia di Tim Burton– questa è l’espressione che a mio avviso racchiude al meglio questa meravigliosa pellicola targata Disney. D’altronde come altro definire il mondo stravagante, ipercolorato, (stranamente ipercolorato, vista la spiccata preferenza per le atmosfere fortemente dark e gotiche del regista) sfolgorante, “sproporzionato” creato dal regista americano che mette insieme elementi tratti da due opere di Lewis Carroll: “Alice nel Paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” e il suo genio personale?

Lo spettatore, dopo i primi minuti che ci mostrano la vita di un’Alice ormai ragazza che si affaccia al periodo della maturità, delle decisioni difficili con grande titubanza, ma che mostra aspetti anticonformisti e da sognatrice ( come il rifiuto di seguire la moda vigente, la sua perenne distrazione, le sue continue fantasie), si ritrova immerso nel Sottomondo, ambiente che ha conosciuto e amato attraverso il romanzo di Caroll o attraverso il cartone della Disney, luogo magico in cui si cresce e ci si rimpicciolisce grazie a bevande e a cibi fatati, e gli animali e le piante parlano. Alice confusa e convinta di essere nel suo abituale incubo, parla i vari strambi personaggi che incontra e si rende conto che tutti aspettano un’Alice che li salvi, ma guardando il suo sbigottimento e i suoi dubbi, anch’essi iniziano a dubitare che sia proprio lei la prescelta.

 Il film ci presenta una carrellata di personaggi esilaranti, a partire dalla Regina Rossa, brutta e cattiva donna macrocefala con il vizio di tagliare la testa a chiunque non le vada a genio o provi a contraddirla, innamorata (non corrisposta) del fante di cuori, e soprattutto l’anticonformista per eccellenza, il Cappellaio Matto, colui che prende ininterrottamente il the perché il tempo si è fermato, che chiede incessantemente perché  un corvo assomigli a una scrivania e che dice frasi apparentemente senza senso e che è un acceso sostenitore della Regina Bianca e cerca in ogni modo di ripristinare il suo potere.  Alice nel suo viaggio dovrà compiere un percorso interiore importante, un percorso verso la consapevolezza di sé e delle sue capacità: dovrà capire chi è davvero e quanto vale se vuole sconfiggere la Regina Rossa ma anche il pensiero conformista e bigotto della sua epoca, per realizzare i suoi sogni e ottenere la propria libertà.

Johnny Depp è il vero grande protagonista del film: il suo folle Cappellaio Matto ricorda un po’ Edward Mani di Forbice, ha l’aria disincantata e canzonatoria di Jack Sparrow e l’aspetto del calzolaio demoniaco di Scarpette rosse di Powell e Pressburger: le sue battute e i suoi nonsense sono esilaranti. Helena Bonham Carter versione macrocefala e tiranna dark è stupenda, così come Anne Hathaway, sdolcinata e svampita Regina Bianca (in realtà anche lei con trucco e tratti molto dark, in pieno stile Burton). Ottima prova per Mia Wasikowska, la Alice diciannovenne con la testa tra le nuvole, una delle giovani attrici di spicco del panorama internazionale.

Tim Burton a proposito della pellicola ha dichiarato:“In ogni fiaba c’è il bene e il male. Quello che mi è sempre piaciuto del Sottomondo è che tutto è vagamente ‘spostato’, anche le brave persone. Questo, per me, fa la differenza.” Questo è proprio il punto centrale della pellicola, l’elemento che a mio avviso la rende così divertente: nessun” buono” è perfetto nella sua essenza, a partire dalla Regina Bianca, così stereotipata ed eccessiva e marcata nella sua bontà da apparire poco intelligente, così come allo stesso modo la Regina Rossa in realtà è così per il desiderio di amici, approvazione a amore, ostacolato dalla sua fisicità un po’ strana. La stessa Alice non è perfetta e lo stesso Cappellaio è fuori di testa ma allo stesso tempo molto saggio e razionale. Si tratta di un intero mondo capovolto e tutto da scoprire insieme alla protagonista.

Infine è impossibile non menzionare le musiche di Danny Elfman, che da sempre accompagnano i film di Burton, e la colonna sonora del film, firmata da Avril Lavigne.

In definitiva una pellicola ironica, divertente, magica: una favola in chiave “burtoniana”.

Conclusione: Da non perdere.

Voto: 9

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Responses

  1. QUesto film non ha deluso affatto le mie aspettative.Avendo letto il libro ero perplessa su come avrebbero potuto traslarlo in versione film. Già una versione teatrale aveva smontato di brutto il libro che avevo tanto amato xkè ironico e divertente. E il cartone della Disney è indimenticabile avendolo visto e rivisto da piccolina. Ma il grande Tim Burton insieme al mitico Jhonny riescono sempre a rendere il tutto perfetto!!!L’unica cosa che avrei risparmiato,anche essendo un’amante del genere, il finale un pò troppo stile fantasy che richiama nolto una scena de “Il signore degli anelli” in cui soltanto la forza di una donna può riuscire a sconfiggere i perfidi uccelli del nemico oscuro, dell’occhio…! Insomma, a parte il finale un pò meno fantasy che avrei preferito, un grande lavoro. Soprattutto xkè i dubbi di Alice rispecchiano molto quello che sto provando io ultimamente: ognuno di noi riuscirà a trovare il proprio posto nel mondo pur volendo uscire dalla consuetudine?Bel quesito,al quale mi piacerebbe riuscire a dare una risposta…
    VOTO:8 x il finale un pò troppo fantasy!


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