Pubblicato da: silviasettevendemie | gennaio 31, 2010

Il riccio

Titolo originale: Le hérisson

Regia: Mona Achache

Cast:  Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo Igawa, Anne Brochet, Ariane Ascaride, Wladimir Yordanoff, Solange Le Picard, Jean Luc Porraz, Gisèle Casadesus, Mona Heftre, Achache Samuel, Valérie Karsenti, Stefan Wojtowicz, Sarah Lepicard, Isabelle Sobelmann, Chantal Banlier

Distribuzione: Eagle Pictures, Francia- Italia, 2009

Guarda il trailer

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Renée Michelle (Josiane Balasko) è la portinaia di un lussuoso palazzo. Apparentemente sciatta e dai modi bruschi, in realtà la donna è una coltissima autodidatta, amante dei romanzi di Tolstoj, interessanta alla musica classica, alla filosofia, all’arte  e ai film di Yasujiro Ozu (in particolare Le sorelle Munekata). Nel palazzo tutti ignorano queste sue doti nascoste ( e che lei tiene a mantenere tali), tranne Paloma (Garance Le Guillermic), geniale e brillantissima dodicenne, figlia di un ministro che abita nel palazzo, che lucida e cinica, decide di porre fine alla sua vita il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, perché rifiuta di vivere la sua vita come un pesce rosso in una boccia d’acqua. Anche la grandissima intelligenza di Paloma sfugge ai più, in primis ai suoi genitori che la vedono solo come una ragazzina triste e asociale. Queste due anime nascoste sono destinate a legarsi indissolubilmente e verranno portate alle luce da Kakuro Ozu (Togo Igawa), ricchissimo, colto e raffinato signore orientale, nuovo inquilino del palazzo…

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery è stato un vero e proprio caso letterario e ha ricevuto moltissimi riconoscimenti. L’esordiente Mona Achache, regista e sceneggiatrice, si prende sulle spalle una bella responsabilità indubbiamente: come trasporre cinematograficamente un libro composto dai diari delle due protagoniste? Lo fa, e anche bene, distaccandosi un po’ dalla trama originale (cosa che ha provocato non pochi problemi con l’autrice, che non si è riconosciuta nel prodotto e ha fatto cambiare il titolo al film e avrebbe voluto cambiare anche la locandina, troppo simile alla copertina del romanzo) ma mantenendo intatto quello che è lo spirito dell’opera  per mezzo di una trovata geniale ossia sostituendo le pagine del diario alla telecamera di Paloma attraverso cui la ragazzina racconta se stessa e racconta gli altri, li mette a nudo e li mostra per come sono in realtà nel bene e nel male.

Così vediamo Renée attraverso gli occhi e la telecamera della ragazzina: apparentemente una portiera come tante, come ci si immagina che una portiera sia: grassa, trascurata, sciatta, sgorbutica, sempre con la tv accesa e attenta solo al suo gatto. In realtà Paloma intuisce che c’è qualcos’altro dietro quell’apparenza, dietro quel muro che lei stessa ha costruito anni prima e che sembra davvero invalicabile. Lei è un riccio, è il riccio a cui fa riferimento il titolo. Ma a superare i suoi aculei e le sue mille difese ci penseranno in due modi diversi Paloma e il signor Ozu, ricco giapponese sensibile, coltissimo, raffinato, molto acuto, che da una parte scopre la genialità di Paloma, ignorata da tutti, e dall’altro fa capire a Renée che la vita può essere vissuts in maniera diversa.

Ozu è lo “smascheratore”, è colui che va oltre la mera apparenza e la mediocrità, e farà un grande regalo ad entrambe: a Paloma farà vedere altre possibilità di esistenza oltre a quelle rappresentate dalla propria strana famiglia, (in cui la madre dipendente dagli antidepressivi parla più con le sue piante che con lei, e il padre che fa dell’aggressività e della cruda spontaneità il suo credo politico e non solo, e la sorella Colombe che manca di fatto di coraggio per affrontare la vita vera), mentre a Renée mostrerà un nuovo senso dell’esistenza.

Rispetto alle citazioni alte e alle riflessioni filosofiche del libro, il messaggio nel film è sicuramente reso più semplice e più diretto, grazie anche ai disegni di Paloma che permettono allo spettatore di entrare ancor più nel suo mondo cinico, ingenuo ma anche bisognoso di affetto.

Perfetti e davvero bravissimi i protagonisti, a partire dalla giovanissima Garance Le Guillermic, con i suoi occhi dolci e il suo sguardo disincantato, e proseguendo con Josiane Balasko, attrice versatile e di talento, che rende perfettamente sullo schermo “il riccio” Renée, e infine Togo Igawa, splendido signor Ozu.

In definitiva un dramma “ovattato” che si conclude con uno stupendo inno alla vita.

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 8.5

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Responses

  1. 😉

  2. Finalmente sono riuscita a recensirlo!!! E’ proprio da vedere Roby!! 🙂
    Un bacio.

  3. Nonostante sia un film francese, di solito molto lenti e stancanti da seguire, la storia di questa pellicola si lascia seguire in un modo meraviglioso e,nonostante le problematiche serie che si discutono all’interno del film, in alcuni tratti ha anche un che di divertente, qualcosa che lascia sorridere. Il finale della storia, per quanto mi riguarda,mi ha lasciata del tutto sconcertata: ero quasi sicura che la ragazzina si suicidasse,ma effettivamente poi sarebbe stata del tutto scontata…troverò anch’io quelle persone capaci di fare uscire fuori il riccio che è in me?Con un finale migliore possibilmente? 🙂
    Consigliatissimo,do un bel9!!!


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