Pubblicato da: silviasettevendemie | gennaio 23, 2010

Il mondo dei replicanti

Titolo originale: Surrogates

Regia: Jonathan Mostow

Cast: Bruce Willis, Radha Mitchell, Rosamund Pike, James Francis Ginty, Boris Kodjoe, Ving Rhames, James Cromwell, Jack Noseworthy, Jeffrey De Serrano, Helena Mattsson, Danny Smith, Brian A. Parrish, Michael Phillip, Michael O’Toole, Devin Ratray, Michael Cudlitz, Valerie Azlynn, Taylor Cole

Distribuzione: Walt Disney, USA, 2009

Guarda il trailer

2054. La stragrande maggioranza della popolazione mondiale vive in maniera “indiretta”, ossia attraverso dei “surrogati”, ossia delle copie robotiche di loro stessi, una sorta di avatar animati, bellissimi e stilosi, ai quali sono collegati tramite dei computer, restando comodamente a casa loro. Così la criminalità e gli omicidi sono scesi del 99%. Tuttavia quando il figlio  del dott. Lionel Canter (James Cromwell), il creatore dei surrogati, viene ucciso tramite una misteriosa arma che agisce sul suo surrogato provocando la morte del ragazzo ad essa collegato, l’agente Greer (Bruce Willis) e l’agente Peters ( Radha Mitchell) dell’FBI sono chiamati ad indagare. Tra cospirazioni e bugie, l’agente Greer sarà costretto a fare i conti con il suo passato e con l'”umanità” sopita ma ancora insita in lui….

Un thriller futuristico e fantascientifico decisamente superiore rispetto alle pellicole di genere che arrivano dagli States e che di solito hanno come protagonista Bruce Willis, anche se non certamente un capolavoro. Così si potrebbe riassumere questa pellicola firmata da Jonathan Mostow ( regista di U-571 e Terminator Salvation), ispirata alla graphic novel di Robert Venditti e Brett Wendele, e la cui sceneggiatura è curata da Michael Ferris e John D.Brancato, (la coppia autrice della sceneggiatura di Terminator Salvation).

In un futuro prossimo, l’umanità, o meglio una grandissima parte di essa, vive la propria quotidianità, (lavoro, vita sociale etc) attraverso delle macchine, che possono essere create a proprio piacimento, perfette, bellissime, alle quali è collegata attraverso un computer. Queste macchine si chiamano “Surrogati“. Essi vivono di fatto al posto dei loro proprietari, che trascorrono invece le loro giornate chiusi in casa, al sicuro, senza alcun contatto con l’esterno o anche con i propri familiari. Contro il loro utilizzo sono schierati i dissidenti, guidati dal cosiddetto Profeta (Ving Rhames), che vivono in una sorta di ghetto (molto stile District 9) e che minacciano una rivoluzione contro queste macchine infernali. Quando si verifica questo strano omicidio ad anni di distanza dall’ultimo e con un’arma del tutto sconosciuta in grado di uccidere direttamente l’utilizzatore del surrogato, gli agenti Greer e Peters indagano attraverso i loro surrogati, ma ben presto Greer si renderà conto che per giungere a qualcosa dovrà fare ricorso a tutto il suo spirito umano, a se stesso, alla sua sensibilità tutta umana, senza l’ausilio di macchine.

Il tema centrale e il messaggio della pellicola sono senza dubbio interessanti: l’umanità è sempre più disumanizzata, sempre più schiava della tecnologia a discapito dei rapporti umani, tanto che anche all’interno della propria abitazione, ormai non si comunica più in maniera diretta, bensì tramite i propri surrogati, sempre perfetti e bellissimi, creati secondo i propri canoni estetici e i propri desideri, con possibilità di ritocchi e plastiche. Un mondo basato solamente sull’apparire, sulla parvenza, sulla superficialità. Tutti questi aspetti sono presenti nel film, anche se non  sono trattati in maniera approfondita, anche forse visto il genere  che non lo permette fino in fondo. Bruce Willis presta le sue (poche e simili) espressioni da action man  all’agente Tom Greer, detective tanto attento e capace nel suo lavoro, quanto uomo debole e ferito nella vita.  Inoltre il cast, oltre a Willis, vanta attori di tutto rispetto come Radha Mitchell, James Cromwell, Rosamund Pike, nei panni della moglie dell’agente Greer, e Ving Rhames.

In definitiva una pellicola interessante e decisamente superiore alle solite pellicole di genere, anche se con qualche pecca.

Conclusione: Consigliato per il tema interessante.

Voto: 6.5

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Responses

  1. Devo dire un film abbastanza interessante che mi ha incuriosita,ma non mi ha presa poi moltissimo. Manca di qualcosa:forse tropppo pochi personaggi che agiscono realmente all’interno della pellicola.Un 6scarso


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