Pubblicato da: silviasettevendemie | dicembre 15, 2009

Berlin Calling

Titolo originale: Berlin Calling

Regia:  Hannes Stöhr

Cast: Paul Kalkbrenner, Rita Lengyel, Corinna Harfouch, Araba Walton, Peter Schneider, RP Kahl, Henriette Müller, Rolf Peter Kahl, Udo Kroschwald, Megan Gay, Max Mauff, Peter Moltzen, Dirk Borchardt, Erdal Yildiz, Ernest Hausmann, André Hoffmann

Distribuzione: Officine UBU, Germania, 2008

Guarda il trailer

Ickarus ( Paul Kalkbrenner),  famoso DJ e compositore di Berlino, si appresta a pubblicare il suo nuovo disco, che dovrebbe consacrarne il definitivo successo. Tuttavia la crescente pressione legata all’attesa per il disco, le serate in giro per l’Europa, e la dipendenza dalla droga scateneranno una serie di eventi che lo porteranno a perdere in un attimo tutto ciò che lo circonda, a scendere nel più profondo degli inferi per poi iniziare una lenta e dolorosa risalita.

 

Martin, noto come Ickarus, è uno dei dj più quotati e importanti della scena techno- elettronica tedesca ma non solo. Ora si trova a pochi giorni dalla pubblicazione del suo lavoro più importante, ma i pensanti e continui impegni e l’ansia legata all’importanza del progetto lo portano ad abusare di varie e pericolose droghe. Durante uno dei suoi mix micidiali ha un crollo e viene trasportato in un centro di recupero, gestito dalla dottoressa Petra Paul ( Corinna Harfouch) . La sua manager Alice ( Megan Gay) lo molla, Mathilde (Rita Lengyel), la sua compagna, lo abbandona e suo padre e suo fratello si allontanano. Proprio nel momento di maggiore sconforto il giovane trova aiuto e sostegno proprio nella musica, e decide di realizzare in clinica il resto del disco, tra ricadute, fughe, momenti di furia cieca, lacrime e follia.

Berlino chiama a sè i giovani, li chiama a creare, a produrre, a reagire, così come anni fa li chiamava Londra, come cantavano i Clash. Un pochino azzardato il paragone, visto quello che si poteva realizzare con un film del genere e quello che in realtà è stato realmente fatto. Hannes Stöhr, regista di Berlin is in Germany, scrive e dirige questo film sicuramente interessante in molti suoi aspetti, ma ahimé carente nelle parti clou. La discesa agli inferi di Ickarus e la sua lenta risalita sono trattate a mio avviso in maniera troppo semplicistica e poco approfondita. La morale di fondo, ossia l’arte salva da se stessi e dal vuoto che ci circonda, non appare molto solida. Il discorso andava analizzato più a fondo, mostrato nelle sue sfaccettute e soprattuto la conclusione non andava buttata via così.

Per quanto riguarda gli aspetti positivi della pellicola uno su tutti è il protagonista, il famoso DJ  Paul Kalkbrenner, molto bravo e molto credibile nei panni di Ickarus, nelle sue crisi, nei suoi eccessi, nel suo darsi totalmente alla musica nel bene e nel male, nel suo aggrapparsi disperato ad essa nel momento di massimo sconforto. Il dj inoltre è autore della meravigliosa colonna sonora del film (tutti i pezzi sono suoi tranne uno che è di Sascha Funke), che da sola vale il prezzo del biglietto.( Qui trovate la tracklist completa.)

In definitiva una pellicola molto ricca, in alcune sue parti molto ben fatta, ma in generale non incisiva e forte quanto ci si aspettava.

Conclusione: Da vedere, soprattutto da ascoltare in questo caso, per la colonna sonora e per la bella prova da attore di Paul Kalkbrenner.

Voto: 6

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  1. […] Berlin Calling December 2009 5 […]


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