Pubblicato da: silviasettevendemie | agosto 6, 2009

Niente velo per Jasira

Titolo originale: Towelhead

Regia: Alan Ball

Cast: Aaron Eckhart, Toni Collette, Maria Bello, Peter Macdissi, Summer Bishil, Chris Messina, Gemmenne De la Peña, Robert Baker, Eamonn Roche, Carrie Preston,  Chase Ellison, Irina Voronina,  Cleo King, Soledad St Hilaire, Eugene Jones III

Distribuzione: Videa- CDE, USA, 2007

Guarda il trailer

Tratto dal romanzo Beduina di Alicia Erian, il film racconta la storia di Jasira (Summer Bishil), tredicenne che vive con sua madre Gail (Maria Bello) di origine irlandese a Syracuse, nello Stato di New York.  Accortasi delle crescenti attenzioni che il compagno ha nei confronti della ragazzina, il cui corpo è in pieno sviluppo, la donna spedisce la figlia a Houston da sua padre, Rifat (Peter Macdissi) un uomo di origine libanese, dalle vedute molto rigide e ristrette. Repressa dal padre e irrisa ed emarginata a scuola, a Jasira non resta che la sua attività di baby sitter presso la famiglia Vuoso, i nuovi vicini di casa, Il capofamiglia Travis (Aaron Eckhart), riservista americano,  lega subito con lei, ma i loro rapporti sono destinati a cambiare, creando non pochi problemi e incertezze nella ragazza…

Questa bellissima pellicola segna l’esordio alla regia di Alan Ballpremio Oscar per la sceneggiatura con American Beauty e autore di serie tv di successo come Six feet under e True Blood.

Il film racconta una storia complessa sotto vari punti di vista: in primis abbiamo una ragazzina di tredici anni, Jasira, emarginata per le sue origini medio-orientali, che sta vivendo la fase più delicata e più complicata per tutti i ragazzi, quella fase di transizione tra infanzia e adolescenza, nella quale il corpo cambia e non si sa ancora bene cosa fare, cosa sentire, cosa si sta diventando. A questo quadro così complesso va aggiunto anche il passaggio repentino della ragazza da una vita molto, forse troppo, permissiva con sua madre, a una vita fatta di limiti, divieti e tradizioni a lei sconosciute con suo padre, di fatto un padre-padrone che pensa solo alla facciata, a “salvaguardare l’onore di sua figlia” proibendole persino di utilizzare gli assorbenti interni, o arrivando a schiaffeggiarla per una mise che a suo avviso è troppo osè o impedendole di frequentare Thomas (Eugene Jones III), un suo compagno di scuola, perché di colore e pericoloso per il suo onore.

A questo mondo fatto di rifiuti, limiti, restrizioni, Jasira trova una piccola via di fuga quando si reca a fare da baby-sitter al figlio dei Vuoso. Durante uno dei pomeriggi trascorsi lì, scopre per caso le riviste per soli uomini di Travis, e ne resta affascinata. Guardando le foto nelle riviste scopre l’autoerotismo.

Questo suo essere un po’ bambina, un po’ donna, questa sua aria da Lolita inconsapevole attirano le attenzioni di Travis, che inizia a sedurla. Ciò provocherà conseguenze importanti su di lei e su quelli che la circondano. Non procederò oltre nella descrizione della trama per non rovinare la sorpresa a quanti andranno a vedere questa bella pellicola, ma vorrei solo aggiungere che ciò che si evince dalla storia è che Jasira capisce cosa attrae di sè uomini e coetanei, cosa indispettisce il suo rigido padre e tenta di utilizzarlo per essere accettata, per ricevere quell’affetto che in famiglia e altrove le viene negato.

Passiamo ora al cast, in primis alla bravissima ed esordiente Summer Bishil, in un ruolo decisamente non facile e pieno di ombre e ambiguità, che lei interpreta con una naturalezza notevole. I suoi occhi sono più efficaci delle parole. Inoltre molto bravo anch Aaron Eckhart nel ruolo di Travis, attratto sessualmente da Jasira, ma allo stesso tempo titubante ed  indeciso su cosa fare (a tal proposito c’è una scena molto bella ed intensa con lui che si guarda allo specchio). Infine da segnalare Toni Collette, nei panni di Melina, la vicina incinta che si accorge che qualcosa non va in Jasira, e cerca in tutti i modi di aiutarla.

In definitiva una pellicola ben realizzata, ricca di spunti e di temi scottanti ed attuali, raccontati senza fronzoli ma con garbo, e con un cast decisamente all’altezza.

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 8.5

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Responses

  1. grazie a te, della tua recensione molto bella

  2. Questa storia é veramente ricca di spunti su cui riflettere. Contorsioni e ri-torsioni psicologiche e fisiche, tipiche di un’America ancora troppo malata (che presenta la tensione guerrafondaia come unica certezza morale alla quale aggrapparsi), si riversano su Jazira, sorprendentemente pura adolescente alla scoperta della sua sessualitá.
    La sensazione di tensione é costante, riesce a rendere sia lo stato d’animo di Jazira che la complessa situazione sociale americana.
    Credo che emerga in sostanza il carattere genuino di ogni personaggio. Nonostante la tragicitá della storia questo film rincuora perché finisce bene, la lezione finale é che trionfa l’empatia.

    Mi é piaciuto tutto.


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