Pubblicato da: silviasettevendemie | maggio 28, 2009

Martyrs

Titolo originale: Martyrs

Regia: Pascal Laugier

Cast: Morjana Alaoui, Mylène Jampanoï, Catherine Bégin, Robert Toupin, Patricia Toulasne, Juliette Gosselin, Isabelle Chasse, Mike Chute,

Distribuzione: Videa-CDE, Francia-Canada, 2008

Guarda il trailer

 

 Francia, 1970. Lucie (Mylène Jampanoï) , una ragazzina di 10 anni, viene ritrovata dopo un anno di ricerche,  mentre cammina lungo una strada, ferita, denutrita,  in uno stato catatonico, confusa. E’ stata tenuta prigioniera nella cella frigorifera di un mattatoio abbandonato. Nella clinica nella quale è  in cura, stringe una forte amicizia con Anna (Morjana Alaoui), una sua coetanea che ha subito violenze e maltrattamenti in famiglia. Quindici anni dopo, Lucie sente che è arrivato il momento di vendicarsi e si mette alla ricerca dei suoi rapitori, ma l’incubo, per lei ed Anna, non è finito..E’ solo all’inizio…

Questa pellicola mi ha suscitato sentimenti ed emozioni contrastanti: in primis un vero pugno allo stomaco per le immagini dure, crude, a tratti davvero forti, nonostante io sia un’amante dei vari filoni di Saw, Hostel, Vacancy, Touristas, Frontier(s), (a cui il film si ispira in particolar modo), ma non tanto per sangue o torture particolari, quanto per scene forti, forse e soprattutto a livello emotivo;  allo stesso tempo però ha suscitato in me anche interesse per la trama, che comunque non risulta scontatissima, il che è ammirevole, in un genere che ormai è diventato la copia della copia… Tuttavia, ancora non saprei affermare con certezza se Martyrs mi sia piaciuto o no. 

Il film inzia in maniera decisa, senza preamboli o introduzioni: una ragazzina ferita, quasi nuda e denutrita che corre, o meglio tenta di farlo, in una strada deserta, gridando. Poi immagini da un proiettore del ricovero della bambina in una struttura apposita e della sua amicizia con una coetanea, l’unica di cui lei si fidi e che sia in grado di calmarla durante le sue crisi, caratterizzate da presenze inquietanti che ricordano alcuni horror giapponesi  in particolare. Subito dopo, assistiamo ad un salto temporale di 15 anni; una tipica  famiglia fa colazione in una casa di campagna, isolata e immersa nel verde,  e una ragazza incappucciata armata di fucile a pompa, fa irruzione e fa una strage… Mi fermo qui, ma credo di aver reso l’idea dell’inizio senza troppi giri…

Pascal Lauger, in seguito al divieto del film ai minori di 16 anni in Francia,  si è indignato e ha affermato di aver girato un film di denuncia., ma personalmente non mi sembra affatto così. La pellicola appare un horror in linea con le ultime tendenze eccessivamente splatter e voyeuristiche del genere, anche se il regista ha affermato di essersi ispirato molto al nostro Dario Argento, del quale è un ammiratore.  
Forse Lauger pretende troppo dal film, passando dalla violenza gratuita e per gioco dei vari Saw & Co. in una violenza con scopo mistico, al martirio, diventando forse troppo pretenzioso… Non aggiungo altro per non svelare troppo a chi andrà a vederlo.

In definitiva un film che lascia un po’ interdetti e confusi anche gli amanti del genere, ma che forse vale la pena vedere anche solo per questo.

Conclusione: Da vedere (solo se amate il genere!!!).

Voto: S.V.

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