Pubblicato da: silviasettevendemie | gennaio 31, 2009

Tony Manero

Titolo originale: Tony Manero

Regia: Pablo Larrain

Cast: Alfredo Castro, Paula Lattus, Héctor Morales, Amparo Noguera, Elsa Poblete

Distribuzione: Ripley’s Film, Cile-Brasile, 2008

Guarda il trailer

Santiago del Cile, 1979. Raùl Perralta (Alfredo Castro), un uomo di 52 anni, è ossessionato dall’idea di impersonare Tony Manero, il personaggio interpretato da John Travolta ne “La febbre del sabato sera“. Raúl si esercita ogni giorno sui passi di danza del suo idolo assieme ad un piccolo gruppo di ballerini, e organizza  delle esibizioni nel retro di uno scalcinato bar di perferia  Quando un famoso programma televisivo, trasmesso sul canale nazionale, annuncia un concorso per trovare il sosia cileno di Tony Manero, il suo sogno sembra a portata di mano. Il febbrile tentativo di raggiungere la ribalta televisiva non si ferma praticamente davanti a niente e a nessuno. Contemporaneamente, i suoi compagni di ballo, coinvolti nell’opposizione clandestina al regime, vengono perseguitati dalla polizia politica.

Molto interessante questa pellicola di Pablo Larrain, che si è aggiudicata il premio come Miglior Film e il Premio Fipresci al Torino Film Festival 2008, che utilizza il personaggio simbolo del sogno americano, Tony Manero, per mostrare lo squallore e la miseria del Cile degli anni Settanta in mano al dittatore Augusto Pinochet.
Raùl è un tipico figlio di quel periodo e di quella terra: senza un’occupazione fissa, abituato a vivere nella miseria e nella desolazione, per lui il furto e la violenza sono il pane quotidiano. La sua unica evasione da una realtà così triste è rappresentata dalla sua ossessione per Tony Manero. Raùl si tinge i capelli di nero, vede e rivede “La febbre del sabato sera“, ne impara a memoria ogni battuta, prova nella sua stanza tutte le coreografie della pellicola, si fa fare il vestito identico a quello del suo idolo e va in bestia quando scopre che rispetto all’originale, al suo pantalone manca un bottone.
Il suo sogno è quello di andare in tv e diventare il sosia cileno di Tony Manero, e per realizzarlo non si ferma davanti a nulla e compie crimini di ogni genere.

Ottima performance di Alfredo Castro, che “alpacineggia” molto (consentitemi questo neologismo) ma si rivela un vero mattatore: splendide le sue scene di ballo…  Non dimentichiamo che per questa prova ha ricevuto il premio come Migliore attore al Torino Film Festival 2008.

In definitiva una pellicola dura, fatta di scene molto crude, ma anche di speranza, di voglia di redenzione, di fuga a qualunque costo da una realtà da dimenticare.

Conclusione: Consigliato.

Voto: 7

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