Pubblicato da: silviasettevendemie | novembre 24, 2008

The orphanage

Titolo originale: El Orfanato

Regia: Juan Antonio Bayona

Cast: Belén Rueda, Fernando Cayo, Roger Príncep, Mabel Rivera, Montserrat Carulla, Andrés Gertrúdix, Geraldine Chaplin, Edgar Vivar

Distribuzione: Key Films, Messico- Spagna 2007

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Laura (Belén Rueda) ha trascorso la sua infanzia in orfanotrofio, prima di essere adottata. Ora che è adulta, sposata con un medico (Fernando Cayo) e ha adottato un bambino, decide di acquistare la vecchia casa per farne una clinica per bambini malati come Simon (Roger Prìncep), suo figlio, malato di HIV. Il bambino soffre di solitudine e ha diversi amici immaginari. Laura non dà peso alle fantasie del bambino, ma quando nella casa inizieranno a verificarsi strani eventi, la donna inizierà una folle corsa contro il tempo per salvare il suo bambino…

Davvero molto bella questa opera prima del giovane regista Juan Antonio Bayona e prodotta niente meno che da Guillermo Del Toro in persona. Atmosfera in stile The others, brividi veri e trama avvincente e affatto scontata. Ciò dimostra ancora una volta che la scuola spagnola in ambito horror è una vera fucina di idee e novità.

La trama è semplice ma coinvolgente: Laura, interpretata dalla bravissima Belén Rueda, decide di acquistare il vecchio orfanotrofio in cui è cresciuta e di farne una clinica per bambini malati e disabili. Suo figlio Simon percepisce subito che nella casa c’è qualcosa di particolare: racconta alla madre di nuovi amici immaginari che gli hanno parlato della sua malattia, l’HIV, di cui il bimbo era all’oscuro, e che lo coinvolgono in avvincenti giochi. Laura pensa che le storie di Simon siano una reazione alla scoperta casuale del bambino della sua malattia e sottovaluta le sue affermazioni. Quando il bambino improvvisamente scompare, Laura è rosa dai sensi di colpa e inizia ad indagare nella storia dell’edificio e scopre un oscuro segreto…

Storia gotica, stile classicheggiante, location azzeccata (la selvaggia costa delle Asturie, e una stupenda casa coloniale del XIX secolo), attori molto convincenti (Belén Rueda, il piccolo Roger Prìncep e Geraldine Chaplin su tutti), brividi reali ma anche temi attuali come la malattia, l’adozione, la psicologia: questi sono gli ingredienti che danno vita a un prodotto ben realizzato.

Certo che se anche in Italia ci fossero grandi registi pronti a rischiare e a produrre film di esordienti come fa Del Toro, forse la situazione del nostro cinema sarebbe decisamente migliore…

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 8

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