Pubblicato da: silviasettevendemie | ottobre 2, 2008

Parigi

Titolo originale: Paris

Regia: Cédric Klapisch

Cast: Juliette Binoche, Romain Duris, François Cluzet, Fabrice Luchini, Karin Viard, Albert Dupontel, Mélanie Laurent, Gilles Lellouche, Zinedine Soualem, Julie Ferrier, Olivia Bonamy

 Distribuzione: BIM, Francia, 2008

Guarda il trailer

 

 

Pierre (Romain Duris) è un ballerino che vive a Parigi. Improvvisamente gli viene diagnosticata una disfunzione cardiaca che lascia poche speranze. Sua sorella Élise (Juliette Binoche), assistente sociale e madre single di tre figli cerca di stargli vicino. La malattia gli fa rivalutare la vita e le infinite possibilità che essa offre: la sua attività preferita diventa così quella di osservare dalla finestra la vita degli altri. In questo modo alla sua storia si intrecceranno tante altre vicende di vita ordinaria sullo sfondo della Ville Lumière

Pellicola commovente, ironica, delicata. Come altro definire questo ennesimo piccolo gioiello realizzato da Cédric Klapisch?
La storia di Pierre, la sua sofferenza per questa esistenza negata, è un modo per riflettere sull’importanza della vita, sull’importanza delle piccole cose, dei gesti quotidiani. Lui è costretto a “succhiare”la vita dagli altri, a immaginare dalla sua finestra situazioni, scelte, problemi, avventure che gli sono precluse. Si chiede ad esempio se la bellissima ragazza (Mélanie Laurent) che abita nell’appartamento di fronte al suo abbia un ragazzo e questa è l’occasione che viene data allo spettatore, di sbirciare nella sua vita, di conoscere la sua storia. Così veniamo a sapere che la ragazza è l’oggetto del desiderio del suo professore di storia dell’università, Roland Verneuil, (un bravissimo Fabrice Luchini, intenso ma anche molto divertente) che gli invia sms fingendosi un ragazzo : l’uomo, a sua volta, ha perso il padre da poco e ha un rapporto altalenante con suo fratello Philippe (François Cluzet), architetto ipersensibile con la fissa per le misure e per la programmazione e la progettazione di ogni singolo particolare della sua vita.

Personaggio importante in questa fitta trama di micro-storie intrecciate è anche la sorella di Pierre, interpretata da una meravigliosa Juliette Binoche, madre di tre figli che ha rinuciato di fatto a vivere, dopo la fine della sua relazione. Bellissimo il dialogo tra i due sul balcone/osservatorio di Pierre, nel quale lui la invita a reagire, a vivere, a lasciarsi andare, perché lei ha ancora il tempo e la salute per farlo.

Vista la trama, si potrebbe pensare a un film triste, sul quale pende come una spada di Damocle la probabile morte del protagonista, ma non è affatto così: c’è spazio per l’ironia, per la risata: ci sono dialoghi e scene molto divertenti: una su tutte uno spogliarello della Binoche sulle note di Sway che richiama la celebre scena tra Sophia Loren e Marcello Mastroianni in Ieri, oggi, domani.

In definitiva un film corale recitato da un cast molto ben assortito nel quale spicca per intensità la performance di Romain Duris, attore-feticcio di Klapisch e girato in una location d’eccezione che è la magica Parigi.

Conclusione: Assolutamente da vedere.

Voto: 9

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