Pubblicato da: silviasettevendemie | luglio 15, 2008

Nella rete del serial killer

Titolo originale: Untraceable

Regia: Gregory Hoblit

Cast: Diane Lane, Billy Burke, Mary Beth Hurt, Joseph Cross,
Colin Hanks, Peter Lewis, Tim De Zarn, Daniel Liu,
Jesse Tyler Ferguson, Brynn Baron

Distribuzione: 01 Distribution, USA 2008

Guarda il trailer

 

La squadra anti cyber-crimine dell’FBI, guidata dall’agente Jennifer Marsh (Diane Lane) è alle prese con un caso terribile e complesso: un serial killer si diverte a torturare le sue vittime e mette le immagini delle atrocità inflitte in diretta online, su un sito non rintracciabile, “killwithme.com“. La sua perversione però non si ferma qui, perché più aumentano i contatti, più velocemente avviene la morte dei torturati.  Il tempo stringe, le vittime aumentano e a nulla valgono i moniti delle autorità a non visitare quel sito, dal momento che “ogni americano che visiti il sito è complice di un omicidio, noi siamo l’arma del delitto”.  La situazione peggiora ulteriormente quando il serial killer inizia a scegliere le sue vittime all’interno della squadra di Jennifer e si avvicina minacciosamente alla sua famiglia…

Premessa: ho apprezzato moltissimo Gregory Hoblit nella direzione de “Il caso Thomas Crawford“, film di ottima fattura e con Anthony Hopkins e Ryan Gosling davvero splendidi.

Detto questo, “Nella rete del serial killer” è semplicemente una riproposizione di cliché, scene e situazioni viste e riviste che atingono in primis dai vari Saw, ma anche in buona parte dai due Hostel, Vacancy, Turistas e chi più ne ha più ne metta…Per non parlare poi dell’idea del criminale che agisce online, che richiama  pellicole come Paura.com o Il Cartaio del nostro Dario Argento.

Ma perché ogni volta che si scopre qualche novità che funziona si deve sfruttarla in maniera così eccessiva fino a svalutarla?

Tornando alla pellicola in questione, la trama non è male, e se poi la protagonista è Diane Lane, attrice di indubbio talento, candidata all’Oscar nel 2003 per Unfaithful-L’amore infedele, il risultato finale non può essere del tutto deludente. La parte migliore è sicuramente quella in cui il serial killer si avvicina pericolosamente alla famiglia di Jennifer, ai suoi affetti, ai suoi colleghi.

In definitiva una pellicola con delle potenzialità mal sfruttate e con troppe “citazioni”.

Conclusione: Sconsigliato

Voto: 5

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