Pubblicato da: silviasettevendemie | maggio 18, 2008

Slipstream- Nella mente oscura di H.

Titolo originale: Slipstream

Regia: Anthony Hopkins

Cast: Anthony Hopkins, Stella Arroyave, Christian Slater,
John Turturro, Michael Clarke Duncan, Lisa Pepper
Christopher Lawford, Kevin McCarthy,
Jeffrey Tambor, Aaron Tucker

Distribuzione: Delta Pictures, USA, 2007

Guarda il trailer

Felix Bonhoeffer (Anthony Hopkins) è un maturo sceneggiatore che sta lavorando alla riscrittura di uno script, ma improvvisamente i  personaggi della sua fantasia irrompono nella vita reale e lui si ritrova sospeso e confuso tra mondo reale e mondo della sua mente…

Questa è la trama di questo film sperimentale di Sir Anthony Hopkins che si potrebbe definire in breve come un film alla Lynch mal riuscito ma con buone idee.

Anthony Hopkins

La pellicola è un susseguirsi di visioni surreali, trame deliranti, sogni e realtà che coincidono e poi all’improvviso collidono. Al centro di tutto ciò c’è lui, Felix Bonhoeffer, testimone passivo degli eventi, che subisce questi continui cambiamenti di situazioni e di prospettive.

Christian Slater, Anthony Hopkins

Si tratta di un viaggio nella realtà vera e presunta, tra i ricordi e la fantasia di Bonhoeffer nel quale i confini spazio-temporali sono totalmente annullati.

Ottima la scelta del cast nel quale spiccano grandissimi attori come John Turturro, nei panni di un improbabile produttore e Christian Slater, meraviglioso interprete di Matt/Ray, il protagonista dello script di Bonhoeffer, un attore dalla personalità strana e complessa (bellissima la scena all’interno della caffetteria tra lui e Geek, la sua spalla, interpretato da Jeffrey Tambor, con i continui riferimenti alla pellicola “L’invasione degli ultracorpi” il cui protagonista Kevin McCarthy appare più volte all’interno del viaggio psichedelico dello sceneggiatore).

Possiamo dire che questa pellicola è destabilizzante, confonde lo spettatore che dopo i primi minuti si perde nei meandri della mente di Bonhoeffer e tra i personaggi che la animano e che si presentano in location, situazioni e ruoli diversi da quelli presunti…Si tratta di una sorta di continuo gioco di specchi deformanti che non consente di vedere la reale forma degli oggetti…

Sicuramente è un’opera coraggiosa, una strana autobiografia di sir Hopkins ricca di riferimenti filosofici e psicologici, di cui il poliedrico attore gallese cura tutto: recita, dirige, compone le musiche, scrive la sceneggiatura. Tuttavia il risultato finale è forse troppo lontano dalle aspettative, ci si perde troppo. Nulla a che vedere con le pellicole del miglior Lynch, a cui il film in molte occasioni sembra far riferimento.

Conclusione: Da vedere per le sperimentazioni di Hopkins.

Voto: 6.5 per il coraggio

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