Pubblicato da: silviasettevendemie | aprile 26, 2008

Oxford Murders- Teorema di un delitto

Titolo originale: The Oxford Murders 

Regia: Alex De La Iglesia

Cast: Elijah Wood, John Hurt, Leonore Watling, Anna Massey,
Julie Cox, Alex Cox, Dominique Pinon, Jim Carter, Burn Gorman

Distribuzione: Warner Bros, Spagna Francia, 2008

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Martin (Elijah Wood) è un giovane studente americano con la passione per la matematica e per un professore e scrittore di Oxford in particolare, Arthur Seldom (John Hurt). Giunto ad Oxford per conoscerlo e per proporgli una ricerca di dottorato, il ragazzo prende alloggio presso un’anziana ed eccentrica signora, la quale, due giorni dopo, viene trovata morta nel suo soggiorno. È solo il primo di una serie di omicidi e il primo di una sequenza di segni che l’assassino lascia dietro di sé, vittima dopo vittima. Il dottorato di Martin si trasforma, così, in un tirocinio sul campo: lo studente e il professore iniziano ad ingare sull’accaduto: riusciranno a indovinare la logica che sta dietro quelle morti, in modo da porre fine alla macabra sequenza?

Elijah Wood, John Hurt

Alex De la Iglesia, regista spagnolo di “La Comunitad e dell’esilarante commedia noir “Crimen Perfecto” mette in scena un thriller atipico con una struttura che ricorda il famoso gioco da tavola “Cluedo“. Il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo del matematico argentino Guillermo Martinez.

Elijah Wood, John Hurt, Leonor Watling

La pellicola è giocata sin dall’inizio sul contrasto tra la fede incondizionata nella matematica di Martin e l’irraggiungibilità della verità affermata dal professore. Entrambe queste visioni rappresenteranno i binari all’interno dei quali si svolgerà l’indagine alla ricerca dell’assassino nella quale i due si ritroveranno coinvolti.

Il ritmo è veloce, serrato e la scelta dei personaggi è quanto mai azzeccata: John Hurt è davvero credibile nei panni dell’enigmatico professor Seldom (bellissimi i suoi monologhi!) e il sempre più versatile Elijah Wood dà vita ad una prova molto convincente. Interessante anche il corollario di personaggi che ruotano intorno ai delitti, tutti potenziali sospetti: Beth, la figlia della prima vittima, interpretata da un’ottima Julie Cox, giovane problematica soffocata dalla presenza della madre, Lorna (Leonor Watling), la ragazza di Martin, giovane infermiera alquanto ambigua, lo strano e inquietante compagno di studi di Martin (Burn Gorman), che vede complotti ovunque. Inoltre il mondo austero e serio della matematica e della filosofia è reso più leggero e fruibile dall’ispettore Petersen (Jim Carter), funzionario di polizia a cui sono affidate le indagini, che spesso annaspa, senza nasconderlo e con molta ironia, dietro le elucubrazioni del professore e di Martin.

Elijah Wood, Leonor Watling

In definitiva un giallo classico piacevole, forse con qualche forzatura di troppo, soprattutto nel finale, ma comunque un buon prodotto.

Conclusione: Consigliato, in particolare agli amanti dei thriller complessi e “cervellotici”.

Voto: 7


 

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