Pubblicato da: silviasettevendemie | dicembre 28, 2007

Omicidio Bhutto: sconfitta della democrazia in Pakistan?

Benazir Bhutto, 54 anni, leader del Partito Popolare Pakistano (PPP), anti-islamista e filoamericana , è stata uccisa ieri, 27 Dicembre, in un attentato suicida al termine di un comizio elettorale a Rawalpindi.   

Figlia del deposto primo ministro pakistano, Zulfikar Ali Bhutto, fatto giustiziare dal generale Zia nel 1979, Benazir Bhutto era nata a Karachi il 21 giugno 1953.
A soli 35 anni era diventata la prima donna capo di governo in un Paese musulmano nell’era moderna con l’impegno di battersi per promuovere i diritti civili.

 Già lo scorso ottobre era miracolosamente rimasta illesa in un attentato a Karachi.

 Era tornata in Pakistan nell’ottobre 2007 dopo otto anni di esilio, grazie a un accordo col presidente Pervez Musharraf, che le aveva garantito protezione rispetto ai vecchi procedimenti per corruzione a suo carico.

L’attentato è stato rivendicato da Al Qaeda su commissione Ayman Al Zawahiri, luogotenente di Osama Bin Laden.

L’obiettivo di Al Qaeda e degli estremisti islamici pakistani è quello di sabotare le elezioni politiche del prossimo 8 gennaio e interrompere così il percorso verso la piena democrazia.

Il presidente pakistano Musharraf ha chiesto al popolo di mantenere la calma e la pace per affrontare la tragedia e continuare a combattere il terrorismo.

Tuttavia, dopo la notizia dell’attentato, si sono verificati incidenti in diverse località pachistane, con scontri e vittime.

Quest’omicidio è un duro colpo per il Pakistan, Paese dalla situazione politica molto delicata e rischia di portarlo alla guerra civile.

Obiettivo della leader del PPP era ripristinare la democrazia del Paese e combattere gli estremisti islamici.
Speriamo che il suo omicidio non segni la fine di questo percorso, ma anzi spinga i suoi seguaci a portare avanti la sua lotta e a sconfiggere chi impone le proprie idee ricorrendo al terrore e alla violenza.

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Responses

  1. […] Il PPP non è un’azienda di famiglia” A due settimane dall’ assassinio di Benazir Bhutto,  sua nipote Fatima, considerata da molti l’erede prestabilita alla guida del Partito del […]


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