Pubblicato da: silviasettevendemie | dicembre 10, 2007

Natale

 Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

 

Questa poesia è stata composta da Giuseppe Ungaretti nel Natale 1916, durante una licenza dal fronte che il poeta trascorse in casa di amici.

La tristezza, il dolore causati dal conflitto e la stanchezza che pesa sulla sue spalle per le numerose perdite affettive subite, sono condensati in questi pochi versi.

 

Tra meno di un mese si festeggerà il Natale…

È già iniziata la corsa spasmodica ai regali con conseguenze per nulla esaltanti come  traffico congestionato, code interminabili alla cassa dei supermercati, frenesia palpabile…

Eppure ogni anno, in questo periodo, le parole di questa poesia, immancabile protagonista delle mie recite natalizie della scuola elementare, riaffiorano alla mia mente e non mi abbandonano e  il risultato di ciò è la caduta libera del mio stato d’animo verso la malinconia…

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Responses

  1. ciao fofò! Andiamo con ordine:
    – innanzitutto complimenti per il blog (adesso vado a linkarti sul mio)…
    – AUGURI di buon Natale!!!
    – complimenti per le recensioni dei film… 1408 mi ha incuriosito, ho appena incaricato il solerte mulo di scaricarlo…

  2. innanzitutto ciao, io sono Monia, ho trovato il tuo blog per caso, incuriosita dal tuo cognome…che è come il mio guardacaso (e anche i miei sono sulmonesi, che coincidenza).

    A parte questo, anche se è tardi per ripescare la discussione natalizia, tenevo a dire che tutte le feste ormai son consumistiche e tutte creano caos nele città…che macello. La gente è sempre brava a criticare, criticare, però alla fine tutti siamo vittime dei lati bui della società.
    Del resto se non fosse squallida non sarebbe tipica dell’uomo.

  3. Ciao! Che bella coincidenza! 🙂
    Non posso che darti ragione: le feste ormai sono diventate un inno al consumismo e anche se le critichiamo alla fine ci siamo dentro tutti, inevitabilmente…E’ triste ma è proprio così…

    Chissà se ci siamo mai incontrate in giro per Sulmona…:-)
    Baci e grazie per aver visitato il mio blog.


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