Inserito da: silviasettevendemie | Novembre 8, 2009

Brüno

Titolo originale: Brüno

Regia: Larry Charles

Cast: Sacha Baron Cohen, Gustaf Hammarsten, Josh Meyers

Distribuzione: Medusa, USA, 2009

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Brüno (Sacha Baron Cohen) è un diciannovenne austriaco dichiaratamente omosessuale  che conduce un programma di moda “Funkyzeit mit Brüno”  in onda a tarda notte sulla tv nazionale e di lingua tedesca, esclusa la Germania. Inviato a Milano durante la settimana della moda, a causa del suo abito interamente in velcro provoca grandissimi danni durante una sfilata e viene cacciato dallo show e bandito dal mondo della moda. Per lui è un dramma in quanto la sua unica aspirazione è quella di diventare famoso. Viene abbandonato da tutti i suoi amici e collaboratore, compreso il suo mini amante asiatico. L’unico che gli resta fedele è Lutz ( Gustaf Hammarsten), l’assistente del suo assistente. I due decidono di partire alla volta degli States per realizzare il sogno del ragazzo. Riuscirà Brüno a diventare world famous?

Sacha Baron Cohen dopo Borat, torna con un altro personaggio molto divertente e decisamente spregiudicato e irriverente: Brüno, diciannovenne pazzo per la moda e per tutto ciò che è trendy, dallo spiccatissimo accento austriaco, che è disposto a tutto pur di diventare famoso. Il ragazzo non ha alcun limite e si cimenterà nelle attività più strane e assurde pur di ottenere il tanto agognato successo. Questa volta “lo studio sociologico” messo in atto dal camaleontico e geniale attore inglese è sulla percezione e sui cliché relativi al mondo degli omosessuali e quindi anche al correlato tema dell’omofobia.  La pellicola alterna momenti di ilarità a momenti più seri durante i quali l’ex presentatore di “Funkyzeit mit Brüno” decide di reinventarsi e di trovare vari escamotages per arrivare il successo, tra i quali adottare un bambino africano, cosa che realizzerà barattando il piccolo chiamato O.J., con un ipod rosso limited edition, o cercando di farsi rapire dal  più pericoloso terrorista libanese provocandolo durante un’intervista dicendogli che “Bin Laden è assolutamente fuori moda con quella barba e che sembra la brutta copia di Babbo Natale”. Una delle varie strade perseguite è anche quella della guarigione dalla sua omosessualità, frequentando un cento apposito e partecipando ad attività prettamente maschili come la caccia. Accanto a lui in questa serie di tentativi il fido Lutz, innamorato di lui, l’unico che crede nelle sue possibilità e nel suo talento.

Cos’altro aggiungere su questa pellicola? E’ sicuramente divertente ma allo stesso tempo, soprattutto in alcune parti, molto, per alcuni troppo, forte. Si ride molto e ci si chiede continuamente dove trovi il protagonista il coraggio e la faccia tosta per girare determinate scene…  Se poi aggiungiamo che alla regia c’è l’irriverente Larry Charles, regista di Borat e  tra l’altro del mockumentary Religiolus-Vedere per credere abbiamo sicuramente un quadro più chiaro circa le cose estreme e spregiudicate presenti nella pellicola.

In definitiva una pellicola divertente, provocatoria a tratti eccessiva con un Baron Cohen sempre al top (la sottoscritta ha apprezzato particolarmente il suo tedesco impeccabile!)

Conclusione: Consigliato a chi ama le provocazioni cinematografiche e non si scandalizza facilmente e soprattutto a chi adora la comicità di Sacha Baron Cohen.

Voto: 7


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