Posted by: silviasettevendemie | Marzo 28, 2008

Prospettive di un delitto

Titolo originale: Vantage point

Regia: Pete Travis

Cast: Matthew Fox, Dennis Quaid, Forest Whitaker, Sigourney Weaver, William Hurt, Said Taghmaoui, Ayelet Zorer, Edgar Ramirez, Eduardo Noriega.

Distribuzione: Sony Pictures, USA, 2008

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Il presidente degli Stati uniti (William Hurt) è nella Plaza Mayor di Salamanca, in Spagna, in occasione di un importante summit sulla guerra globale al terrorismo. Mentre si appresta a parlare sul palco viene ferito. Nella piazza si scatena il panico, la gente fugge e all’improvviso esplodono due bombe. Le vite degli otto protagonisti - tra cui due agenti dei servizi segreti a protezione del Presidente (Dennis Quaid e Matthew Fox), una produttrice televisiva (Sigourney Weaver), un turista americano armato di videocamera (Forest Whitaker),  e un misterioso poliziotto spagnolo (Eduardo Noriega) - si incrociano nella caccia al colpevole. Nulla è come sembra, nessuno è chi dice di essere.

Thriller interessante che ripropone gli stessi eventi svoltisi nel giro di una mattinata da 8 punti di vista differenti, mostrando di fatto 8 storie differenti, 8 verità o presunte tali. Solo l’insieme di questi tasselli porterà alla risoluzione del puzzle finale.

Bella prova di Dennis Quaid nei panni di Thomas Barnes, eroico agente dei servizi segreti a scorta del capo di Stato USA, uomo tutto di un pezzo ma in realtà ancora scosso dal ferimento avvenuto un anno prima proprio per proteggere il Presidente. Interessante anche la performance di Matthew Fox, il famosissimo Jack Shepard di Lost, molto credibile nel suo ruolo.

La prima parte della pellicola è davvero interessante: gli eventi si susseguono, il ritmo è serrato, i punti di vista diversi confondono e attraggono lo spettatore. Sembra di assistere ad una puntata di 24 (a cui originariamente la sceneggiatura era diretta). Ci si aspetta molto dalla seconda parte che purtoppo delude le aspettative: infatti la trama e la credibilità della pellicola iniziano a venir meno, le situazioni sanno troppo di cliché, i colpi di scena risultano scontati e il finale è troppo  prevedibile.

Peccato davvero perché l’idea del racconto con angolazioni diverse è un esperimento molto interessante, anche se certo non originale, ( basti pensare ad Omicidio in diretta e Pulp Fiction). Tuttavia va riconosciuto a Travis un approccio molto rigoroso (purtroppo solo inizialmente) con l’ utilizzo dell’ orologio sullo schermo e del riavvolgimento delle immagini per conferire maggiore veridicità ed efficacia alla storia.

Conclusione: Da vedere per la prima parte che è davvero ben fatta.

Voto: 6.5  (Prima parte: 8; Seconda parte: 5).

Risposte

Oh ma c’è Jack! :)

Sì, c’è anche il nostro Jack! :-)
Complimenti davvero per il blog. Lo visito molto spesso perchè sono una fan accanita di “Lost”.
A presto!

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