Inserito da: silviasettevendemie | febbraio 7, 2010

Baciami ancora

Titolo originale: Baciami ancora

Regia: Gabriele Muccino

Cast: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Alexia Murray

Distribuzione: Medusa, Italia, 2010

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Il film racconta le vicende del gruppo di protagonisti de L’ultimo bacio, a distanza di dieci anni. Cosa sarà successo in questi anni a Carlo (Stefano Accorsi),  Giovanna (Vittoria Puccini), Marco (Pierfrancesco Favino), Alberto (Marco Cocci), Paolo (Claudio Santamaria), Adriano (Giorgio Pasotti) e Livia (Sabrina Impacciatore)?

Avendo adorato L’ultimo bacio, ammetto di essere andata al cinema da una parte prevenuta, perché temevo il tipico sequel deludente, ma dall’altra parte curiosa di vedere che fine avevano fatto Carlo e i suoi amici… Non sono affatto rimasta delusa, anzi, il film mi è piaciuto tantissimo. I trentenni di 10 anni fa, sono cresciuti e hanno lasciato il posto a quarantenni problematici, disillusi, quasi cinici, che fanno i conti con loro stessi e con le conseguenze delle proprie scelte.  Dove sono finiti i ragazzi che avevano paura della”maturità” e che volevano vivere la vita fino in fondo?  Carlo e Giulia  si sono amati, traditi e alla fine  lasciati: i due hanno una figlia, Sveva, adorata da entrambi, e due nuovi compagni: Simone (Adriano Giannini) un attore spiantato e pieno di sogni, e Anna (Francesca Valtorta) studentessa venticinquenne,e sembrano aver trovato il loro equilibrio. Paolo e Alberto sono tornati dal loro viaggio e ora il primo ha ripreso a lavorare nell’odiato negozio del padre ed è sempre più dipendente da farmaci antidepressivi e vittima di se steso e dei suoi fantasmi;  Alberto lavora in un supermercato ma è insoddisfatto e sogna di partire di nuovo. Adriano fa finalmente ritorno a Roma, dopo due anni di carcere a Cuba per possesso di cocaina. Suo figlio Matteo (Andrea Calligari) è cresciuto, ma lui non lo vede da quando aveva un anno e ora vorrebbe creare un rapporto con lui. Livia, che lo ha cresciuto da sola in questi anni si oppone e per di più, da circa un anno ha una relazione molto travagliata proprio con Paolo. Infine Marco è diventato un professionista di successo ma il suo matrimonio con Veronica (Daniela Piazza) è in piena crisi…

Gabriele Muccino dirige un film complesso, ben articolato, nel quale si alternano risate e lacrime, riflessioni e scene comiche, (una su tutte quella esilarante con Marco che tenta di impossessarsi della pistola del padre di Paolo per fare una pazzia…)  La pellicola passa continuamente da un personaggio all’altro, con grande maestria. Muccino sa dirigere veramente bene i suoi attori. Inoltre è supportato da un cast davvero fantastico: Stefano Accorsi è meraviglioso nei panni di Carlo e la new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere nemmeno per un attimo la Giulia interpretata Giovanna Mezzogiorno, (che ha rifiutato di partecipare alla pellicola perché  non molto convinta dalla sceneggiatura… Errore di valutazione?), ma il migliore in assoluto è Pierfrancesco Favino, nei panni del personaggio più complesso e sfaccettato, con punte comiche e drammatiche davvero molto alte. Marco è ironico, divertente, disperato: è un uomo innamorato e pronto a tutto pur di salvare il suo matrimonio.
Una piccola curiosità: da notare l’omaggio di Muccino  all’amico Will Smith, quando Carlo, Anna e Adriano guardano insieme Io sono leggenda in dvd. 
Infine molto bella e variegata la colonna sonora, guidata dalla canzone scritta per il film da Lorenzo Cherubini/Jovanotti. Questa è la tracklist completa:

1. Paolo Buovino – Ancora baci 
2. Citizen Cope – Sideways 
3. Sylvie Lewis – Old Friends 
4. Paolo Buovino – Volteggi 
5. Paolo Buovino – Contrasti 
6. Magic Numbers – This Love 
7. Zombies – You Make Me Feel Good 
8. Paolo Buovino – L’assenza 
9. Doris Day – Can’t Help Falling in Love 
10. Mina – Vulcano 
11. Paolo Buovino – Ancora travolti 
12. Jacques Brel – La chanson des vieux amants 
13. Sophia - I Left You 
14. Paolo Buovino – Preghiera di Adriano 
15. Ornella Vanoni con Toquinho e Vinicius De Moraes – Io so che ti amerò (Eu sei que vou te amar
16. Frankie Valli – Can’t Take My Eyes Off You 
17. Paolo Buovino – Follia di Paolo 
18. Citizen Cope – D’Artagnan’s Theme 
19. Paolo Buovino – La meraviglia di esserci 
20. Jovanotti – Baciami ancora

In definitiva una pellicola agrodolce e disincantata sui quarantenni di oggi, con un cast eccezionale e un regista bravissimo,  sicuramente è uno dei migliori a livello italiano.

Conclusione: Da vedere.

Voto: 8

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 31, 2010

Il riccio

Titolo originale: Le hérisson

Regia: Mona Achache

Cast:  Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo Igawa, Anne Brochet, Ariane Ascaride, Wladimir Yordanoff, Solange Le Picard, Jean Luc Porraz, Gisèle Casadesus, Mona Heftre, Achache Samuel, Valérie Karsenti, Stefan Wojtowicz, Sarah Lepicard, Isabelle Sobelmann, Chantal Banlier

Distribuzione: Eagle Pictures, Francia- Italia, 2009

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Parigi, rue de Grenelle numero 7. Renée Michelle (Josiane Balasko) è la portinaia di un lussuoso palazzo. Apparentemente sciatta e dai modi bruschi, in realtà la donna è una coltissima autodidatta, amante dei romanzi di Tolstoj, interessanta alla musica classica, alla filosofia, all’arte  e ai film di Yasujiro Ozu (in particolare Le sorelle Munekata). Nel palazzo tutti ignorano queste sue doti nascoste ( e che lei tiene a mantenere tali), tranne Paloma (Garance Le Guillermic), geniale e brillantissima dodicenne, figlia di un ministro che abita nel palazzo, che lucida e cinica, decide di porre fine alla sua vita il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, perché rifiuta di vivere la sua vita come un pesce rosso in una boccia d’acqua. Anche la grandissima intelligenza di Paloma sfugge ai più, in primis ai suoi genitori che la vedono solo come una ragazzina triste e asociale. Queste due anime nascoste sono destinate a legarsi indissolubilmente e verranno portate alle luce da Kakuro Ozu (Togo Igawa), ricchissimo, colto e raffinato signore orientale, nuovo inquilino del palazzo…

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery è stato un vero e proprio caso letterario e ha ricevuto moltissimi riconoscimenti. L’esordiente Mona Achache, regista e sceneggiatrice, si prende sulle spalle una bella responsabilità indubbiamente: come trasporre cinematograficamente un libro composto dai diari delle due protagoniste? Lo fa, e anche bene, distaccandosi un po’ dalla trama originale (cosa che ha provocato non pochi problemi con l’autrice, che non si è riconosciuta nel prodotto e ha fatto cambiare il titolo al film e avrebbe voluto cambiare anche la locandina, troppo simile alla copertina del romanzo) ma mantenendo intatto quello che è lo spirito dell’opera  per mezzo di una trovata geniale ossia sostituendo le pagine del diario alla telecamera di Paloma attraverso cui la ragazzina racconta se stessa e racconta gli altri, li mette a nudo e li mostra per come sono in realtà nel bene e nel male.

Così vediamo Renée attraverso gli occhi e la telecamera della ragazzina: apparentemente una portiera come tante, come ci si immagina che una portiera sia: grassa, trascurata, sciatta, sgorbutica, sempre con la tv accesa e attenta solo al suo gatto. In realtà Paloma intuisce che c’è qualcos’altro dietro quell’apparenza, dietro quel muro che lei stessa ha costruito anni prima e che sembra davvero invalicabile. Lei è un riccio, è il riccio a cui fa riferimento il titolo. Ma a superare i suoi aculei e le sue mille difese ci penseranno in due modi diversi Paloma e il signor Ozu, ricco giapponese sensibile, coltissimo, raffinato, molto acuto, che da una parte scopre la genialità di Paloma, ignorata da tutti, e dall’altro fa capire a Renée che la vita può essere vissuts in maniera diversa.

Ozu è lo “smascheratore”, è colui che va oltre la mera apparenza e la mediocrità, e farà un grande regalo ad entrambe: a Paloma farà vedere altre possibilità di esistenza oltre a quelle rappresentate dalla propria strana famiglia, (in cui la madre dipendente dagli antidepressivi parla più con le sue piante che con lei, e il padre che fa dell’aggressività e della cruda spontaneità il suo credo politico e non solo, e la sorella Colombe che manca di fatto di coraggio per affrontare la vita vera), mentre a Renée mostrerà un nuovo senso dell’esistenza.

Rispetto alle citazioni alte e alle riflessioni filosofiche del libro, il messaggio nel film è sicuramente reso più semplice e più diretto, grazie anche ai disegni di Paloma che permettono allo spettatore di entrare ancor più nel suo mondo cinico, ingenuo ma anche bisognoso di affetto.

Perfetti e davvero bravissimi i protagonisti, a partire dalla giovanissima Garance Le Guillermic, con i suoi occhi dolci e il suo sguardo disincantato, e proseguendo con Josiane Balasko, attrice versatile e di talento, che rende perfettamente sullo schermo “il riccio” Renée, e infine Togo Igawa, splendido signor Ozu.

In definitiva un dramma “ovattato” che si conclude con uno stupendo inno alla vita.

Conclusione: Consigliatissimo.

Voto: 8.5

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 30, 2010

Avatar

Titolo originale: Avatar

Regia: James Cameron

Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Joel Moore, CCH Pounder, Wes Studi, Laz Alonso, Peter Mensah, Matt Gerald, Dileep Rao, Scott Lawrence, Jacob Tomuri, Julene Renee, Noli McCool, Peter Dillon, Kevin Dorman, Dean Knowsley, Sean Anthony Moran, Amy Clover, Sean Patrick Murphy, James Pitt

Distribuzione: 20th Century Fox, USA-Gran Bretagna, 2009

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Anno 2158.  Jake Sully (Sam Worthington) è un ex marine costretto sulla sedia a rotelle che viene inviato sul pianeta Pandora, dove alcune società stanno estraendo un raro minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Jake deve entrare  a far parte del “progetto Avatar”, in sostituzione del suo gemello Tom, morto. Quest’ultimo infatti era un ricercatore il cui scopo era quello di esplorare il pianeta e la sua flora attraverso un Avatar, un corpo organico controllato a distanza che può sopravvivere nell’atmosfera del pianeta che è letale all’uomo. Gli avatar sono degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito al DNA dei nativi di Pandora, i Na’vi. Jake attraverso il suo avatar può di nuovo usare le proprie gambe e da buon soldato accetta con entusiasmo la missione segreta del colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang), che gli ordina di infiltrarsi tra i Na’vi per conoscere i loro usi e costumi e i loro punti deboli per cercare di convincerli a cedere loro il loro territorio così ricco di risorse… Tuttavia vivendo con loro e conoscendo la loro cultura e il loro mondo, Jake scoprirà un punto di vista nuovo e affascinante che lo farà dubitare di tutto quello in cui ha sempre creduto…

Riassumerò il mio giudizio in poche parole:  tripudio della tecnologia, grafica superlativa,  modo di fare cinema portato ad un nuovo livello, effetti stupendi,  ma trama semplice (forse troppo) e decisamente banale… A tal proposito mi sorge spontanea una domanda: che cosa è importante per giudicare un film, o meglio cosa ci permette di dire che un film è un grande film? Personalmente direi che è un insieme di elementi, quel perfetto mix che rende la pellicola speciale: la performance  eccellente di un attore o dell’intero cast, la sceneggiatura perfetta, il ritmo, gli effetti speciali… Ma si può dire che una pellicola è eccellente e merita fior fior di riconoscimenti se a trionfare sono in sostanza solo gli effetti speciali (sebbene mai visti prima, spettacolari e da lasciare senza fiato soprattutto grazie alla visione in 3D)? Non saprei… Personalmente, sarò “vecchia scuola” ma preferisco i film che mi colpiscono per il contenuto, per quello che trasmettono anche con effetti speciali ridotti al minimo (un esempio a caso, il gioiellino a bassissimo costo Moon)… Per questo,  risulterò impopolare ma il film di James Cameron non mi convince fino in fondo. Mi piace molto il messaggio insito nella pellicola, la visione dell’Altro, la possibilità di essere se stessi ma allo stesso tempo di essere l’ Altro, il messaggio ecologista e i riferimenti alla guerra in Iraq ,  ma per il resto ho trovato tutto un po’ troppo semplicistico e scontato.  Diciamo inoltre che la lunghezza eccessiva della pellicola non aiuta.

Positivissimo invece il giudizio per quanto riguarda il cast: che bello rivedere la bravissima Sigourney Weaver in una pellicola che conta! E’ perfetta nel ruolo della rude e scontrosa dottoressa Grace Augustine, scienziata tutta d’un pezzo che vive per il suo lavoro e per la raccolta di campioni botanici e che snobba Jake appena arrivato sul pianeta, considerandolo un rozzo e ignorante soldato. Promosso senza dubbio anche Sam Worthington, ormai al suo secondo ruolo da eroe, dopo quello in Terminator Salvation, e a quanto pare lanciatissimo e protagonista di numerose pellicole di prossima uscita. Perfettamente a suo agio Michelle Rodriguez, nel ruolo della dura  dal cuore tenero Trudy Chacon, pilota di elicotteri, sempre pronta a combattere per ciò che è giusto, indipendentemente dagli ordini dei suoi superiori. Infine bravissimi anche Zoe Saldana, la dolce ma combattente Neytiri, Giovanni Ribisi, nei panni di Parker Selfridge, capo della spedizione su Pandora, interessato solo all’aspetto economico della spedizione e incurante delle conseguenze delle sue azioni sui Na’vi, Stephen Lang, nei panni del terribile e spietato colonnello Quaritch.  

In definitiva una pellicola che dopo aver conquistato 2 Golden Globes, sicuramente trionferà (meritatamente?) anche ai prossimi Oscar. 

Conclusione: Da vedere perl’uso spettacolare della tecnologia e per il cast.

Voto: 7

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 28, 2010

An Education

Titolo originale: An Education

Regia:  Lone Scherfig

Cast: Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Olivia Williams, Emma Thompson, Cara Seymour, Matthew Beard, Sally Hawkins, Amanda Fairbank-Hynes, Ellie Kendrick, William Melling, Connor Catchpole

Distribuzione: Sony Pictures, Gran Bretagna, 2009

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Jenny(Carey Mulligan) è una ragazzina al culmine dei suoi 16 anni, intelligente e studiosa, completamente concentrata sull’obiettivo di essere ammessa a Oxford. Quando incontra il trentenne David (Peter Sarsgaard), un uomo affascinante e dai bei modi, Jenny perde completamente la testa ed improvvisamente Oxford non è più una priorità. Si scopre una giovane donna innamorata e questa scoperta le fa dubitare  su quale sia realmente la sua strada…

Nick Hornby, famoso scrittore i cui libri sono stati spesso tradotti in film (About a Boy, Alta Fedeltà) fa il suo esordio come sceneggiatore in questa pellicola diretta dalla danese Lone Scherfig  che racconta la crescita e la maturazione di una ragazza inglese degli anni 60. La giovane infatti è molto portata per gli studi, suona il violoncello, adora la lingua, la letteratura e la musica francesi e il suo obiettivo è quello di entrare ad Oxford.  Tutte le sue priorità e i sogni sogni subiscono un radicale cambiamento quando durante un giorno di pioggia incontra David, trentenne molto affascinante, che non ha studiato ad Oxford, ma ha appreso ciò che sa dall”‘università della vita”, e che trascorre le giornate tra mostre, concerti e arte. A Jenny improvvisamente la sua vita appare noiosa e priva di senso, e inizia ad assaporare “la vita vera” con David , che riesce a conquistare anche i rigidi e severi genitori della ragazza, Jack (Alfred Molina) e Marjorie (Cara Seymour). Durante le uscite mondane con lui e con i suoi amici Danny (Dominic Cooper) ed Helen (Rosamund Pike) tra locali, corse, viaggi e altre esperienze eccitanti, Jenny si sente “grande” e pronta a scelte molto impegnative alle quali non aveva mai pensato prima…

La prima parte del film è davvero molto bella e interessante: ci sono ritmo, ironia, la caratterizzazione dei personaggi è perfetta. Tuttavia la seconda parte, che dovrebbe essere quella più forte, perde verve, vivacità e diventa superficiale e a tratti banale.  L’unica cosa che funziona per tutta la durata della pellicola è la performance del cast, soprattutto della giovane protagonista Carey Mulligan, che ha fatto incetta di premi per la sua interpretazione (di sicuro sentiremo parlare di lei anche in futuro!!), e Alfred Molina, a parere della sottoscritta uno dei migliori attori britannici di sempre.

In definitiva un film interessante, sceneggiato da una penna importante, che purtroppo non mantiene fino alla fine le grandissime premesse della prima parte.

Conclusione: Consigliato.

Voto: 7

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 24, 2010

Codice: Genesi- The Book of Eli

Titolo originale: The Book of Eli

Regia: Albert Hughes, Allen Hughes

Cast:  Denzel Washington, Gary Oldman, Mila Kunis, Ray Stevenson, Jennifer Beals, Frances de la Tour, Michael Gambon, Tom Waits, Lateef Crowder, Malcolm McDowell, Chris Browning, Evan Jones, Joe Pingue, Lora Cunningham, Scott Michael Morgan, Don Tai, Luis Bordonada

Distribuzione: 01 Distribution, USA, 2010

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In un futuro post-apocalittico, un uomo (Denzel Washington) vaga solitario tra le rovine di quella che una volta era l’America. Il suo nome è Eli e porta con sè un bene preziosissimo: l’ultima copia della Bibbia. La sua missione è salvare il libro ad ogni costo ed evitare che cada nelle mani sbagliate, come quelle di Carnegie (Gary Oldman), governatore di una cittadina in cui regnano il crimine e la violenza. La figliastra di Carnegie, Solara (Mila Kunis) rimane subito affascinata dal viaggiatore misterioso e soprattutto dal suo messaggio così  ricco di speranza e decide di seguirlo nel suo viaggio verso ovest…

I fratelli Hughes tornano alla regia dopo La vera storia di Jack lo Squartatore-From Hell  e lo fanno con questo bel thriller futuristico che vede il mondo ridotto ad una serie di rovine tra le quali vige la legge del più forte e i crimini e la violenza sono all’ordine del giorno. In questa realtà caratterizzata dal caos si muove Eli, viaggiatore misterioso e solitario, (le prime scene della pellicola richiamano molto Io sono leggenda) un guerriero coraggioso e abilissimo, pronto a sacrificare anche la propria vita per salvare il prezioso bagaglio che porta con sé da ben 30 anni: l’ultima copia della Bibbia. Il malvagio Carnegie, una volta scoperto il suo segreto, cercherà di entrare in possesso del prezioso libro a tutti i costi, scatenando una caccia all’uomo senza pietà.

Denzel Washington si dimostra in grandissima forma e sempre all’altezza di ruoli d’azione anche molto attivi e dinamici come questo. Il tempo sembra davvero non passare mai per l’attore americano! E quale miglior villain del grandissimo Gary Oldman pronto ad ostacolare il  cammino del protagonista ad ogni costo? Decisamente una bella sfida la loro, avvincente e piena di colpi di scena. Inoltre da notare anche la performance della giovane Mila Kunis (ne ha fatta di strada la ragazza dai tempi del That’s 70s Show !) e di Jennifer Beals, (l’indimenticabile protagonista di Flashdance, nonché la Bette Porter della serie tv The L Word) nel ruolo della madre non vedente di Solara.

In definitiva un bel thriller, con un ottimo cast e una trama interessante.

Conclusione: Da vedere.

Voto: 7

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 23, 2010

Presagio Finale- First Snow

Titolo originale: First Snow

Regia:  Mark Fergus

Cast:  Guy Pearce, William Fichtner, Piper Perabo, J. K. Simmons, Nicholas Ballas,  Steven Michael Quezada, Rick Gonzalez, David House, Luce Rains, Julie Gawkowski, Forrest Fyre, Gurudarshan, Callie Anne Morgan, Jo Ann Soto, Adriana Cordova

Distribuzione: Eagle Pictures, Germania- USA, 2006

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Jimmy Starks (Guy Pearce) è un venditore di juke box per locali e a causa del suo lavoro percorre in auto moltissimi km ogni giorno. Durante una sosta forzata a causa di problemi alla sua auto, incontra uno strano uomo, Vacaro (J.K. Simmons), che predice il futuro e decide di tentare un po’ per gioco: l’uomo gli predice il risultato di una partita di basket e un affare che l’uomo concluderà a breve, ma all’improvviso cambia espressione e rifiuta di dirgli ciò che ha visto. Trascorso qualche giorno e verificata l’esattezza delle previsioni dell’uomo, Jimmy torna a cercarlo per sapere cosa abbia visto di così spaventoso nel suo futuro e dopo vari tentennamenti l’uomo cede e gli rivela che la sua vita sarà salva fino alla prima nevicata…

E’ possibile cambiare il proprio destino? Questa è la domanda centrale al centro di questo thriller diretto da Mark Fergus,  che a distanza di anni (altrove è uscito  nel 2006) arriva anche da noi. Jimmy ha tutto: una ragazza che lo ama, Deirdre (Piper Perabo), e un lavoro che gli piace e nel quale sta per fare il salto di qualità. Tutto sembra filare liscio fino al giorno in cui la sua macchina ha un problema ed è costretto a fermarsi in un’autofficina. Qui conosce un uomo che predice il futuro e che gli farà la più terribile delle rivelazioni: non gli rimane molto da vivere. Sarà salvo fino alla prima nevicata… Jimmy entra in crisi, cerca di combattere contro questa sentenza che gli appare così assurda eppure così plausibile. 
E’ possibile evitare l’inevitabile? L’inevitabile è davvero tale?

Ovviamente non aggiungerò altro per non rovinare la sorpresa a quanti andranno a vedere la pellicola. Posso solo dire che Guy Pearce ancora una volta dà vita a un personaggio tormentato e sfaccettato (chi non lo ricorda con il corpo ricoperto di scritte in Memento?), a cui dona tutta la propria intensità e il suo sguardo magnetico.
L’unica pecca riguarda la trama, che in alcuni punti lascia un po’ a desiderare…

In definitiva un buon thriller, con un protagonista perfetto.

Conclusione: Consigliato.

Voto: 6.5

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 23, 2010

Il mondo dei replicanti

Titolo originale: Surrogates

Regia: Jonathan Mostow

Cast: Bruce Willis, Radha Mitchell, Rosamund Pike, James Francis Ginty, Boris Kodjoe, Ving Rhames, James Cromwell, Jack Noseworthy, Jeffrey De Serrano, Helena Mattsson, Danny Smith, Brian A. Parrish, Michael Phillip, Michael O’Toole, Devin Ratray, Michael Cudlitz, Valerie Azlynn, Taylor Cole

Distribuzione: Walt Disney, USA, 2009

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2054. La stragrande maggioranza della popolazione mondiale vive in maniera “indiretta”, ossia attraverso dei “surrogati”, ossia delle copie robotiche di loro stessi, una sorta di avatar animati, bellissimi e stilosi, ai quali sono collegati tramite dei computer, restando comodamente a casa loro. Così la criminalità e gli omicidi sono scesi del 99%. Tuttavia quando il figlio  del dott. Lionel Canter (James Cromwell), il creatore dei surrogati, viene ucciso tramite una misteriosa arma che agisce sul suo surrogato provocando la morte del ragazzo ad essa collegato, l’agente Greer (Bruce Willis) e l’agente Peters ( Radha Mitchell) dell’FBI sono chiamati ad indagare. Tra cospirazioni e bugie, l’agente Greer sarà costretto a fare i conti con il suo passato e con l’”umanità” sopita ma ancora insita in lui….

Un thriller futuristico e fantascientifico decisamente superiore rispetto alle pellicole di genere che arrivano dagli States e che di solito hanno come protagonista Bruce Willis, anche se non certamente un capolavoro. Così si potrebbe riassumere questa pellicola firmata da Jonathan Mostow ( regista di U-571 e Terminator Salvation), ispirata alla graphic novel di Robert Venditti e Brett Wendele, e la cui sceneggiatura è curata da Michael Ferris e John D.Brancato, (la coppia autrice della sceneggiatura di Terminator Salvation).

In un futuro prossimo, l’umanità, o meglio una grandissima parte di essa, vive la propria quotidianità, (lavoro, vita sociale etc) attraverso delle macchine, che possono essere create a proprio piacimento, perfette, bellissime, alle quali è collegata attraverso un computer. Queste macchine si chiamano “Surrogati“. Essi vivono di fatto al posto dei loro proprietari, che trascorrono invece le loro giornate chiusi in casa, al sicuro, senza alcun contatto con l’esterno o anche con i propri familiari. Contro il loro utilizzo sono schierati i dissidenti, guidati dal cosiddetto Profeta (Ving Rhames), che vivono in una sorta di ghetto (molto stile District 9) e che minacciano una rivoluzione contro queste macchine infernali. Quando si verifica questo strano omicidio ad anni di distanza dall’ultimo e con un’arma del tutto sconosciuta in grado di uccidere direttamente l’utilizzatore del surrogato, gli agenti Greer e Peters indagano attraverso i loro surrogati, ma ben presto Greer si renderà conto che per giungere a qualcosa dovrà fare ricorso a tutto il suo spirito umano, a se stesso, alla sua sensibilità tutta umana, senza l’ausilio di macchine.

Il tema centrale e il messaggio della pellicola sono senza dubbio interessanti: l’umanità è sempre più disumanizzata, sempre più schiava della tecnologia a discapito dei rapporti umani, tanto che anche all’interno della propria abitazione, ormai non si comunica più in maniera diretta, bensì tramite i propri surrogati, sempre perfetti e bellissimi, creati secondo i propri canoni estetici e i propri desideri, con possibilità di ritocchi e plastiche. Un mondo basato solamente sull’apparire, sulla parvenza, sulla superficialità. Tutti questi aspetti sono presenti nel film, anche se non  sono trattati in maniera approfondita, anche forse visto il genere  che non lo permette fino in fondo. Bruce Willis presta le sue (poche e simili) espressioni da action man  all’agente Tom Greer, detective tanto attento e capace nel suo lavoro, quanto uomo debole e ferito nella vita.  Inoltre il cast, oltre a Willis, vanta attori di tutto rispetto come Radha Mitchell, James Cromwell, Rosamund Pike, nei panni della moglie dell’agente Greer, e Ving Rhames.

In definitiva una pellicola interessante e decisamente superiore alle solite pellicole di genere, anche se con qualche pecca.

Conclusione: Consigliato per il tema interessante.

Voto: 6.5

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 21, 2010

Daybreakers

Titolo originale: Daybreakers

Regia: Michael Spierig, Peter Spierig

Cast: Ethan Hawke, Willem Dafoe, Claudia Karvan, Michael Dorman, Vince Colosimo, Isabel Lucas, Sam Neill, Christopher Kirby, Mungo McKay, Emma Randall, Robyn Moore, Jay Laga’aia, Renai Caruso, Paul Sonkkila, Michelle Atkinson, Mark Finden, Selina Kadell, Gavin Coleman, Jack Bradford, Joel Amos Byrnes, Peter Welman, David Knijnenburg, Joel Spreadborough

Distribuzione: Sony Pictures, USA- Australia, 2009

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2019. La popolazione della Terra è composta quasi esclusivamente da vampiri, i quali per sopravvivere catturano i pochi esseri umani rimasti e li sfruttano per il loro sangue. Edward Dalton ( Ethan Hawke) è un vampiro ematologo che da anni è alla ricerca di una cura che consenta di evitare di distruggere e di estinguere la razza umana. L’incontro/scontro con Audrey (Claudia Karvan) un’umana in fuga, lo porterà a conoscere una realtà totalmente diversa dalla sua e lo metterà in grave pericolo…

Dopo una fase di post-produzione che è iniziata nel 2007 , finalmente è arrivato dalla scorsa settimana nelle sale americane Daybreakers, il fanta-horror diretto dai gemelli Spierig, Michael e Peter. Sicuramente non il momento migliore per far uscire un film che parla di vampiri: tra vampiri adolescenziali che impazzano nelle sale e in libreria (Twilight e successivi), telefilm di successo con protagonisti vampiri (True Blood e The Vampire Diaries), il mercato risulta essere abbastanza inflazionato, anche se tuttavia forse si pensava di poter cavalcare il successo dei suddetti prodotti per lanciare la pellicola.

Iniziamo dicendo che Daybreakers risulta interessante per una serie di motivi: un po’ Underworld, un po’ Matrix, il film ci presenta un’umanità che a causa di un virus non meglio precisato (uno dei punti deboli della pellicola!) si è quasi totalmente vampirizzata. Per cui vediamo scene di vita ordinaria, come l’attesa in metropolitana, i dibattitti politici alla tv, i senzatetto che chiedono l’elemosina, ma si tratta di vampiri.. E gli umani? I pochi umani rimasti vengono ricercati come merce rara e vengono messi in animazione sospesa per rifornire le scorte di sangue che stanno diminuendo a vista d’occhio. Edward, un ematologo che rifiuta di nutrirsi di sangue umano preferendo quello animale, lavora da anni per trovare una soluzione che permetta ai vampiri di sopravvivere ma senza estinguere la razza umana. Un giorno si scontra con Audrey, una delle poche umane rimaste in vita, che fa parte di un gruppo di resistenza guidato da Elvis (Willem Dafoe), un vampiro che è riuscito a tornare umano. Edward si unisce ai ribelli e cerca di capire attraverso Elvis come si possa tornare umani e sconfiggere il virus.

La trama è sicuramente d’interesse, con la crisi mondiale per la mancanza di sangue nella quale si può leggere una metafora del reale pericolo dell’esaurimento di materie prime come il petrolio. Inoltre molto belle le atmosfere dark e futuristiche, con automobili con vetri oscurati per permettere ai vampiri di viaggiare anche di giorno, o le immense strutture nelle quali sono conservati gli umani che vengono “spremuti” fino all’ultima goccia. Infine il cast è indubbiamente di grandissimo livello, con Ethan Hawke, sempre bellissimo e intenso, Willem Dafoe, ribelle rude e dai metodi poco ortodossi, e soprattutto Sam Neill perfetto nel ruolo del glaciale e perfido vampiro Charles Bromley, magnate a capo della multinazionale che produce e vende il sangue umano e per il quale Edward lavora come ricercatore.

Tuttavia, nonostante questi elementi positivi non si può parlare di un prodotto perfettamente riuscito, poiché ci sono varie parti che vengono omesse o trattate in maniera molto superficiale (in primis l’origine e la diffusione del misterioso virus che ha trasformato quasi tutta la popolazione mondiale in vampiri), e delle scelte un po’ scontate e banali. Inoltre la prima metà del film è ben fatta, mentre nella seconda parte, che dovrebbe essere più stile action e più avvincente, si verifica un certo calo.

In definitiva un tentativo interessante ma non del tutto riuscito.

Conclusione: Da vedere per i suddetti aspetti positivi.

Voto: 6.5

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 18, 2010

Golden Globes 2010: i vincitori

Ieri al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills si è svolta la 67ma edizione dei Golden Globes, considerati da sempre l’anticamera degli Oscar. In realtà tutto è andato secondo pronostico, anche se, parere personale, come al solito, si è guardato più all’incasso al botteghino che al reale valore delle pellicole in lizza. Un esempio su tutti? Avatar, che ha incassato cifre astronomiche in tutto il mondo e si porta a casa il premio come Miglior Film Drammatico e quello come Miglior regista, andato a James Cameron, a discapito di pellicole sicuramente di maggior valore come Tra le nuvole, che si è comunque aggiudicato il premio per la Migliore Sceneggiatura. Un altro esempio? Il premio come Migliore attrice drammatica  andato a Sandra Bullock per The Blind Side, sicuramente bravissima e meritevole, visto il suo 2009 da incorniciare, grazie anche a Ricatto d’amore, e che non a caso si è rivelata una vera reginetta degli incassi. Un altro caso è quello di Una notte da leoni, campione d’incassi che si è aggiudicato il premio come Migliore Commedia, a discapito di un piccolo gioiello come (500) giorni insieme… E cosa dire di Robert Downey Jr., vincitore del premio come Miglior attore in una commedia per Sherlock Holmes? Bravissimo, interpretazione molto riuscita, ma perché non premiare un giovane davvero impressionante come Joseph Gordon-Levitt, protagonista di (500 )giorni insieme? Basta guardare gli incassi ancora una volta…

Giustissimi e meritati invece i premi come Migliore attore non protagonista e Migliore attrice non protagonista andati rispettivamente a Christoph Waltz per Bastardi senza gloria e a Mo’Nique per Precious, superbi entrambi. Come Migliore attrice in una commedia si assicura il premio la sempre impeccabile Meryl Streep per Julie & Julia, che era presente nella categoria con 2 candidature, la seconda per E’ complicatoMiglior film di animazione è stato Up, che  è stato premiato anche per la Migliore colonna sonora,   mentre Baarìa è rimasto a bocca asciutta, dal momento che il premio come Miglior film straniero è andato a Il nastro bianco.

Questa è la lista completa delle nomination e dei vincitori:

MIGLIOR FILM (DRAMMA)

Avatar

Bastardi senza gloria

Precious

The Hurt Locker

Tra le nuvole

MIGLIOR FILM (COMMEDIA O MUSICAL)

500 giorni insieme

E’ complicato

Julie & Julia

Nine

Una notte da leoni

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (DRAMMA)

Colin Firth per A Single Man

Tobey Maguire per Brothers

Jeff Bridges per Crazy Heart

Morgan Freeman per Invictus

George Clooney per Tra le nuvole

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (DRAMMA)

Carey Mulligan per An Education

Gabourey ‘Gabby’ Sidibe per Precious

Sandra Bullock per The Blind Side

Helen Mirren per The Last Station

Emily Blunt per The Young Victoria

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (COMMEDIA O MUSICAL)

Joseph Gordon-Levitt per (500) giorni insieme

Michael Stuhlbarg per A Serious Man

Daniel Day-Lewis per Nine

Robert Downey Jr. per Sherlock Holmes

Matt Damon per The Informant!

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (COMMEDIA O MUSICAL)

Julia Roberts per Duplicity

Meryl Streep per E’ complicato

Meryl Streep per Julie & Julia

Marion Cotillard per Nine

Sandra Bullock per Ricatto d’amore

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Stanley Tucci per Amabili resti

Christoph Waltz per Bastardi senza gloria

Matt Damon per Invictus

Christopher Plummer per The Last Station

Woody Harrelson per The Messenger

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Julianne Moore per A Single Man

Penelope Cruz per Nine

Mo’Nique per Precious

Anna Kendrick per Tra le nuvole

Vera Farmiga per Tra le nuvole

MIGLIORE REGIA

James Cameron per Avatar

Quentin Tarantino per Bastardi senza gloria

Clint Eastwood per Invictus

Kathryn Bigelow per The Hurt Locker

Jason Reitman per Tra le nuvole

MIGLIOR SCENEGGIATURA

Quentin Tarantino per Bastardi senza gloria

Neill Blomkamp e Terri Tatchell per District 9

Nancy Meyers per E’ complicato

Mark Boal per The Hurt Locker

Jason Reitman e Sheldon Turner per Tra le nuvole

MIGLIORE COLONNA SONORA

Abel Korzeniowski per A Single Man

James Horner per Avatar

Carter Burwell e Karen Orzolek per Nel paese delle creature selvagge

Marvin Hamlisch per The Informant!

Michael Giacchino per Up

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

James Horner, Simon Franglen e Thaddis ‘Kuk’ Harrell per Avatar
I Will See You’

U2 e Bono per Brothers
Winter

T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart
The Weary Kind

Paul McCartney per Everybody’s Fine
I Want to Come Home’

Maury Yeston per Nine
Cinema Italiano

MIGLIOR FILM STRANIERO

Baarìa

Gli abbracci spezzati

Il nastro bianco

Il profeta

La Nana – The Maid

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Coraline e la porta magica

Fantastic Mr. Fox – Una volpe troppo furba

La principessa e il ranocchio

Piovono polpette

Up

PREMIO SPECIALE CECIL B. DEMILLE

Martin Scorsese

Per quanto riguarda i telefilm ci sono state un po’ di sorprese e soprattutto tanta emozione, quando Michael C. Hall, che qualche giorno fa ha dichiarato di stare combattendo la sua personale battaglia contro il cancro, ha ritirato il premio come Miglior attore protagonista nella categoria Drama, per il suo ruolo in Dexter. A proposito di Dexter John Lithgow si è aggiudicato il premio come Miglior attore non protagonista all’interno della serie. Glee e Mad men trionfano rispettivamente come Migliore serie (comedy/musical) e Migliore serie (Drama) (nel caso di Mad men si tratta della terza vittoria consecutiva). Peccato per True Blood, che a mio avviso avrebbe meritato quest’ultimo premio.

Qui di seguito trovate la lista completa delle nominations e dei vncitori:

Best Television Series – Drama
Big Love (HBO)
Dexter (Showtime)
House (Fox)
Mad Men (AMC)
True Blood (HBO)
 
Best Television Series – Comedy/Musical
30 Rock (NBC)
Entourage (HBO)
Glee (FOX)
Modern Family (ABC)
The Office (NBC)
 
Best Actor in a Television Series – Drama
Simon Baker, The Mentalist
Michael C. Hall, Dexter
Jon Hamm, Mad Men
Hugh Laurie, House
Bill Paxton, Big Love

Best Actress in a Television Series – Drama

Glenn Close, Damages
January Jones, Mad Men
Julianna Margulies, The Good Wife
Anna Paquin, True Blood
Kyra Sedgwick, The Closer
 
Best Actor in a Television Series – Comedy/Musical
Alec Baldwin, 30 Rock
Steve Carell, The Office
David Duchovny, Californication
Thomas Jane, Hung
Matthew Morrison, Glee
 
Best Actress in a Television Series – Comedy/Musical
Toni Collette, United States of Tara
Courteney Cox, Cougar Town
Edie Falco, Nurse Jackie
Tina Fey, 30 Rock
Lea Michele, Glee
 
Best Actor in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture made for Television
Michael Emerson, Lost
Neil Patrick Harris, How I Met Your Mother
William Hurt, Damages
John Lithgow, Dexter
Jeremy Piven, Entourage
 
Best Actress in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture made for Television
Jane Adams, Hung
Rose Byrne, Damages
Jane Lynch, Glee
Janet McTeer, Into the Storm
Chloe Sevigny, Big Love
 
Best Mini-Series or Motion Picture made for Television
Georgia O’Keefe (Lifetime)
Grey Gardens (HBO)
Into the Storm (HBO)
Little Dorrit (PBS)
Taking Chance (HBO)
 
Best Actor in a Mini-Series or Motion Picture made for Television
Kevin Bacon, Taking Chance
Kenneth Branagh, Wallander: One Step Behind
Chiwetel Ejiofor, Endgame
Brendan Gleeson, Into the Storm
Jeremy Irons, Georgia O’Keefe
 
Best Actress in a Mini-Series or Motion Picture made for Television
Joan Allen, Georgia O’Keefe
Drew Barrymore, Grey Gardens
Jessica Lange, Grey Gardens
Anna Paquin, The Courageous Heart of Irena
Sigourney Weaver, Prayers for Bobby

Inserito da: silviasettevendemie | gennaio 17, 2010

Tra le nuvole

Titolo originale: Up in the air 

Regia: Jason Reitman

Cast: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey, Amy Morton, Sam Elliott, J.K. Simmons, Zach Galifianakis, Chris Lowell, Adam Rose, James Anthony, Dave Engfer, Tamala Jones

Distribuzione:  Universal Pictures, USA, 2009

Guarda il trailer

Ryan Bingham (George Clooney) è un quarantacinquenne dallo spirito libero che di mestiere fa il tagliateste: le aziende lo assumono per licenziare membri del proprio personale. Proprio per via del suo lavoro, Ryan è sempre in volo, e viaggia in lungo e in largo per tutti gli Stati Uniti, ovunque ci sia da licenziare qualcuno. Egli vede l’amore, la famiglia e il matrimonio come ostacoli per cui essi non rientrano affatto nei suoi progetti. Ama tantissimo la sua vita tra hotel e aereoporti e la sua libertà. Tuttavia all’improvviso nella compagnia per cui lavora arriva Nathalie (Anna Kendrick), giovane neolaureata con un progetto rivoluzionario: perché far viaggiare così tanto i propri impiegati quando invece sarebbe più semplice e meno dispendioso per la compagnia farli lavorare in ufficio licenziando via webcam in video-conferenza? Ryan non è affatto d’accordo, perché ama la sua vita up in the air, e anche perché durante una delle sue trasferte ha conosciuto Alex (Vera Farmiga), una business-woman, con la quale ha iniziato una relazione fatta di incontri in giro per gli States…

Jason Reitman dopo il grandissimo successo di Juno torna con un’altra commedia dolce-amara, tratta dal romanzo Up in the Air di Walter Kirn, curando anche la sceneggiatura. Il protagonista è Ryan,  un uomo che di fatto vive in areoporto, perennemente in viaggio, che aspira al traguardo dei ten million miles, e che svolge felice il suo mestiere di tagliateste: zero problemi, zero rimpianti. La sua vita è tutta nel suo trolley e nelle sue carte di credito. Affascinante, guascone, cinico, individualista,  efficiente, impeccabile, Ryan è allergico ai legami, non pensa al futuro, non crede nelle unioni, nel matrimonio e non desidera dei figli. Egli svolge conferenze nelle quali parla della necessità e dell’importanza di essere soli per non avere zavorre o limiti nella propria vita e nel proprio lavoro.  Quando la giovane Nathalie arriva in azienda con la sua proposta rivoluzionaria di far lavorare i tagliateste direttamente dal proprio ufficio, privandolo di fatto di quella che lui considera l’unica vita possibile per lui, cerca di convincere il suo capo Craig (Jason Bateman)  dell’inefficacia di questo metodo e questi di contro lo spedisce in trasferta assieme alla giovane affinché apprenda i segreti del mestiere. Inoltre durante il suo incessante peregrinare negli hotel ha avuto modo di conoscere Alex, una donna d”affari che è praticamente la sua copia al femminile, che lo intriga e lo affascina…

Ryan Bingham è un personaggio cucito perfettamente addosso a George Clooney, incarna in pieno tutti i suoi timori, le sue allergie da legame duraturo, la sua allergia ai fiori d’arancio, tutti i motivi per cui è da sempre sulle pagine delle riviste di gossip. Lui dà tutto se stesso a questo personaggio, che risulta sicuramente uno dei suoi migliori di sempre: il suo sorriso sornione e disarmante, il suo fascino, la sua ironia, la sua fisicità, e tale compito è facilitato e impreziosito da dialoghi brillanti e taglienti, battute divertenti, una regia precisa,  una sceneggiatura solida e due coprotagoniste eccellenti, Vera Farmiga e Anna Kendrick.

Cos’altro aggiungere? Il film ha ricevuto ben 6 nominations ai prossimi Golden Globes ( Miglior regia, Migliore attrice non protagonista sia per la Farmiga che per la Kendrick, Migliore attore protagonista in un film drammatico per George Clooney, Migliore sceneggiatura e Migliore film drammatico) ed è sicuramente in odore di Oscar.

In definitiva un ritratto sincero e attento in salsa agrodolce dell’America in crisi dei nostri giorni.

Conclusione: Assolutamente da vedere.

Voto: 9

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